Duplice omicidio di Lecce: l’imputato chiede di cambiare carcere. Periti a confronto sulla sua capacità di intendere e di volere

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Lecce – Antonio De Marco ha chiesto il trasferimento dal carcere di Lecce a quello di Bollate. La richiesta è stata inoltrata al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dai suoi avvocati difensori Andrea Starace e Giovanni Bellisario.

Sotto processo per il duplice omicidio dello scorso 21 settembre di via Montello a Lecce, De Marco non è stato presente in aula nel corso delle prime due udienze. “Per stare tranquillo ed evitare strumentalizzazioni”, hanno detto i suoi legali. Sul 21enne originario di Casarano, reo confesso dell’efferata doppia esecuzione di Eleonora Manta (di Seclì) e Daniele De Santis (di Lecce), c’è un’indubbia “pressione mediatica”, data la drammatica rilevanza del caso. La sua richiesta di trasferimento in Lombardia fa pure leva sulla “difficile” convivenza con gli altri detenuti e sulla necessità di poter continuare a seguire il suo corso di studi in Scienze infermieristiche. In questo periodo di detenzione non sono mancate lettere (anche minatorie) recapitategli in carcere, ma anche proposte di contatto e di amicizia. 

La perizia psichiatrica

Intanto, si è messa in moto anche la macchina degli esperti (criminologi, psichiatri, psicologi) chiamata a valutare la capacità di intendere e di volere del giovane, dato che il presidente della Corte d’Assise ha ammesso la perizia psichiatrica chiesta dalla difesa. Elio Serra e Felice Carabellese sono gli psichiatri che, per conto della difesa, hanno già più volte incontrato in carcere l’imputato e hanno stilato una relazione, ritenendolo “affetto da alcune patologie che lo hanno portato a uccidere”. Le parti civili ammesse in giudizio hanno nominato il professore Alessandro Meluzzi, la psicologa Vincenza Marzo, il professore Roberto Catanesi, la psichiatra Mariangela Pascali e la criminologa Roberta Bruzzone).

Per i periti e i consulenti di parte, la Corte ha scelto come propri periti il professore Andrea Balbi, professore presso La Sapienza di Roma, e Massimo Marra, medico in servizio presso l’ospedale di Casarano. La Procura ha nominato, invece, lo psicologo Stefano Ferracuti e lo psichiatra Domenico Suma.

Le operazioni peritali inizieranno il 13 marzo nell’aula bunker del carcere di “Borgo San Nicola” e dovranno concludersi entro 60 giorni. La valutazione dovrà riguardare anche la capacità di stare in giudizio (come richiesto dalla difesa) e la “pericolosità sociale” dell’imputato (quesito posto dagli avvocati di parte civile).