Droga e armi tra Italia e Albania: 27 arresti della Guardia di Finanza. Salento “snodo cruciale”

Le indagini, durate quasi due anni,  hanno individuato quattro gruppi criminali con ramificazioni che dalle province di Lecce e Brindisi erano in grado di raggiungere tutta Italia

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Lecce – Ha portato a 27 arresti l’imponente operazione antidroga denominata “Fiori di primavera” condotta, sin dalle prime luci dell’alba, dalla Guardia di Finanza tra Salento e Albania. Albanesi sono, infatti, 21 degli arrestati indagati, a vario titolo, non solo di associazione a delinquere finalizzata alla produzione ed al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ma anche per detenzione e introduzione nel territorio nazionale di armi e munizioni da guerra. L’operazione, coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce,  ha visto impegnati oltre cento militari delle Fiamme gialle.

Nel Paese delle Aquile venivano reclutati gli scafisti con il compito di trasportare, con potenti gommoni oceanici, tonnellate di marijuana, oltre che cocaina ed eroina dalle coste albanesi a quelle salentine. Le indagini, durate quasi due anni,  hanno individuato quattro gruppi criminali italo-albanesi con ramificazioni che dalle province di Lecce e Brindisi erano in grado di raggiungere tutta Italia (soprattutto Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria e Lombardia). In carcere è finito anche Altin Avduramani, 46enne albanese residente a Castro, insieme al 52enne di Oria Giancarlo De Simone. Gli arresti domiciliari sono stati, invece, disposti per cinque brindisini: Donato Carlucci, 35 anni, Gianfranco Contestabile, 51, Salvatore Santoro, 51, Giuseppe Vantaggiato, 41 e Francesco Tarantini, 62.

In Italia la fase logistica Le fasi di temporaneo stoccaggio e commercializzazione delle partite di droga venivano affidate a complici italiani posti in posizione “subordinata” rispetto agli albanesi, a conferma del ruolo assunto da questi ultimi nel tessuto criminale locale e nazionale ed in grado di trattare anche con gruppi malavitosi siciliani. L’operazione conferma, inoltre, il ruolo di “snodo cruciale” del Salento, quale “porta d’Oriente” nel traffico della droga da destinare al mercato europeo (specialmente Germania e Svizzera),

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Nel Paese delle Aquile venivano reclutati gli scafisti con il compito di trasportare, con potenti gommoni oceanici, tonnellate di marijuana, ma in alcuni casi anche cocaina ed eroina dalle coste albanesi verso quelle salentine. La droga veniva pagata in anticipo e in contanti, come dimostrano i numerosi sequestri di banconote, generando un vorticoso flusso di denaro verso il Salento e l’Albania sulle cui tracce si sono posti gli inquirenti del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza.

L’operazione è stata resa possibile grazie all’istituzione di una Squadra investigativa comune tra magistratura e finanzieri leccesi con magistrati e forze di polizia albanesi che ha consentito agli investigatori di proseguire le indagini nella Terra delle Aquile scoprendo i luoghi di produzione, preparazione, stoccaggio e spedizione della droga in Italia ed in altri Paesi europei e identificando i componenti delle organizzazioni criminali responsabili.

Nel corso degli ultimi anni i militari del Gico di Lecce, anche in collaborazione dei mezzi aerei e delle motovedette del Reparto operativo aeronavale di Bari, hanno stroncato numerose spedizioni in mare, con vari interventi nei punti di sbarco lungo il litorale pugliese. Ben 26 distinti interventi operativi nel corso di queste indagini, con 31 arresti in flagranza, 90 denunce a piede libero e il sequestro di otto tonnellate e mezzo di marijuana, quasi 10 chilogrammi di eroina e cocaina, oltre che di armi e munizioni.

 

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