Droga e armi tra Maglie, Scorrano e Torchiarolo, condanne per 150 anni dopo l’operazione Orione

Quattro anni al 33enne Armando Capocelli, il cui fratello Mattia era stato assassinato nell'agguato davanti al fast food di via Don Sturzo, a Maglie, lo scorso 25 aprile

7554

Maglie – Pioggia di condanne al termine del processo scaturito dall‘operazione Orione, condotta all’alba del 20 marzo del 2018 dai carabinieri di Maglie che sgominarono tre clan capaci di controllare larga parte del territorio salentino con collegamenti importanti non solo nel barese così come a Roma e Napoli, ma anche in Albania, Spagna e Marocco.

Il clan avrebbe gestito grandi quantitativi di stupefacenti muovendosi tra il nord Salento, Torchiarolo e Squinzano, e i canali internazionali, soprattutto Spagna, Albania e Tunisia. Il gruppo è pure risultato in possesso di armi da fuoco ed esplosivi, anche ad alto potenziale,  destinati agli attentati estorsivi.

Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, il gup Cinzia Vergine ha comminato condanne per complessivi 150 anni a carico di 28 imputati: 20 anni di reclusione per il 41enne Vincenzo Amato, latinante di Scorrano; 14 anni e 4 mesi a Cosimo Miggiano, 37 anni di Muro Leccese; 13 anni ad Andrea Caputo di Muro Leccese; 11 anni e due mesi a Paolo Guadaliello, 32enne di Torchiarolo; 7 anni e 10 mesi ciascuno, invece, per il 36enne Antonio Roberto Guadadiello ed il 28enne Marco Maggio, entrambi di  Trepuzzi.

Pubblicità

Tra i magliesi spicca tragicamente il nome del 33enne Armando Capocelli, condannato a 4 anni e 18mila euro di multa: il fratello Mattia era stato assassinato nell’agguato davanti al fast food di via Don Sturzo, a Maglie, lo scorso 25 aprile. Ciò a conferma del forte legame lungo l’asse Maglie-Scorrano-Torchiarolo nello spaccio della droga.

Le tre associazioni per delinquere sgominate dall’operazione “Orione” furono quelle guidate da Vincenzo Amato a Scorrano, Paolo Serra a Martano e dai fratelli Luigi e Paolo Guadadiello a Torchiarolo: quest’ultima ritenuta “a carattere mafioso”, perchè inserita nella Sacra corona unita e facente capo al clan “De Tommasi” di Campi Salentina.

Abbondante la disponibilità di armi (anche da guerra) e droga: se i viaggi all’estero erano finalizzati alla fornitura dello stupefacente (in Albania con Dario Profka e Ermal Harizaj), i contatti con la Capitale e il quartiere napoletano di Secondigliano puntavano ad allacciare contatti con altri clan mafiosi nostrani mentre è stato accertato che una delle associazioni sgomitate riforniva stabilmente il clan “Di Cataldo” di Bitonto.

Precisa è risultata la suddivisione territoriale: Serra e i suoi operavano nei territori di Borgagne, Carpignano Salentino, Martano, Melendugno e Otranto (con contatti riferibili al clan Tornese di Monterosi e all’associazione capeggiata da Vincenzo Amato a Scorrano); Amato nei territori di Botrugno, Cursi, Cutrofiano, Maglie, Muro Leccese, Neviano, Nociglia, Poggiardo, Santa Cesarea Terme, Scorrano e Ruffano, mentre l’associazione capeggiata dai fratelli Guadadiello tra Squinzano, Torchiarolo e Trepuzzi con una ramificazione a Tricase.

Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, l’indagine portò all’arresto di 37 persone. Oltre 200 furono gli episodi di spaccio accertati e numerosi casi di estorsione. Oltre una sessantina gli indagati.

Le altre pene comminate portano 8 anni e 8 mesi ad Andrea Caputo (40 anni di Muro Leccese); 15 anni e 20 giorni a Paolo Merico (34 di Poggiardo); 12 anni a Vittorio Tunno (37 di Muro Leccese); 5 anni, 6 mesi e 20 giorni a Sergio Pede (43, di Otranto); 4 anni, 10 mesi, 20 giorni per Giuseppe Angelino (25 di Giurdignano); 5 anni e 19mila euro di multa per Francesco Bongiorno (49 di Lecce); 2 anni ad Antonio De Iaco (35, di Sanarica); 4 anni e 8 mesi a Carmine De Rinaldis (41 di Santa Cesarea Terme); 7 anni e 8 mesi a Virgilio Gnoni (48 di Nociglia); 7 anni e 8 mesi ad Alessandro Greco (39, di Cutrofiano); 12 mesi ad Antonio Zezza (29, di Ruffano).

Tra quanti hanno scelto la strada del patteggiamento anche l’ex portiere del Lecce e del Nardò Davide Petrachi: per lui 1 anno e 8 mesi e 900 euro di multa (pena sospesa e non menzione).

Pubblicità