Lecce – Riforniva di droga, tanta e di tutti i tipi, l’intera provincia di Lecce e pure il Brindisino il clan malavitoso sgominato questa mattina all’alba dalla Squadra mobile. Oltre 100 gli uomini in azione (da Lecce, Bari, Ravenna, Potenza e Pescara) nell’ambito dell’operazione “Vele” (dal nome di un quartiere leccese) che ha coinvolto 49 indagati e portato all’arresto di 16 persone su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Associazione a delinquere di stampo mafioso nonché traffico e spaccio di sostanze stupefacenti sono le accuse mosse al sodalizio, estremamente ramificato sul territorio. Gli arrestati risultano appartenere al gruppo criminale dei fratelli leccesi Massimiliano e Gianfranco Elia e a Cristian Cito che, quali referenti dei clan mafiosi riconducibili a Pasquale Briganti e Cristian Pepe, nel periodo preso in esame dalle indagini avevano acquisito il controllo di parte del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti a nel capoluogo leccese attraverso una serie di sodali storicamente legati alle loro persone.

Centinaia gli episodi di spaccio di ingenti quantitativi di eroina, cocaina, hashish e marjuana posti in essere dagli indagati a Lecce e in provincia. Le indagini hanno preso il via circa un anno fa al fine di individuare gli autori di una serie di atti intimidatori posti in essere nei confronti dei congiunti del collaboratore di giustizia Gioele Greco (31enne leccese). Ulteriori  conferme sono poi giunte da parte di un altro collaboratore di giustizia.

Nomi noti legati all’asse Gallipoli- Monteroni Dalle indagini (anche sulla base delle tante intercettazioni) risulta il rilievo assunto dal clan “approfittando anche dello stato di detenzione delle figure di riferimento dei menzionati clan della Sacra corona unita”. Documentati sono i rapporti “trasversali” con personaggi di rilevante spessore criminale come Antonio Balloi e Saulle Politi. Quest’ultimo è uno dei principali soggetti coinvolti nell’operazione antimafia del Ros dei carabinieri “Labirinto” che lo scorso luglio portò alla luce un ingente traffico di droga sull’asse Gallipoli – Monteroni, con ramificazioni in Calabria e in Albania, confermando la solidità del legame tra due clan storici del Salento, quello dei Padovano di Gallipoli e dei Tornese di Monteroni. Le indagini confermarono come lo stesso Politi, 46enne di Monteroni, intervenne per dirimere una controversia di natura commerciale sorta tra due società di Gallipoli operanti nel settore ittico.

Pubblicità

 

 

 

 

 

Pubblicità

Commenta la notizia!