Dopo Xylella: partono i corsi formativi su ulivi resistenti a Ugento e Sannicola. Intanto nel Brindisino altre 73 piante infette

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Ugento – Aumentano gli sforzi per cominciare a pensare ad un dopo Xylella nella zona rossa corrispondente a tutto il Salento leccese. Nel capoluogo a Lecce si parte con corsi per nuovi impianti e potature di formazione per la varietà resistente di FS17. Li promuovono Coldiretti Lecce, Unaprol e Olivicoltori di Puglia.

Si comincia domani, 24 ottobre, a partire dalle ore 9 nell’azienda agricola di Luigia Ponzetta in contrada Don Cirillo a Ugento, con il corso di potatura nei primi anni dell’impianto. Alle 11 si passa alla formazione sulla potatura di Favolosa presso l’azienda agricola di Demetrio De Magistris in contrada Scali a Sannicola.

Formazione degli agricoltori con la specie Fs17

Secondo il programma di questo primo gruppo di interventi formativi, alle ore 17,30 presso la cooperativa Sant’Anna di Vernole si terrà la sessione teorica sulla costituzione di nuovi impianti e sulla gestione agronomica dell’oliveto. La giornata di formazione, che sarà replicata il 25 ottobre, è a cura dell’agronomo Angela Canale.

Intanto però, il batterio non dà tregua. Continua l’avanzata della Xylella fastidiosa con altri 73 ulivi infetti nelle province di Taranto e soprattutto Brindisi, “dove si sta rischiando di assistere a quanto già accaduto ad Oria e Francavilla Fontana”: è quanto denuncia Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati delle analisi che si riferiscono ai campioni di olivi prelevati durante il secondo monitoraggio 2019 e pubblicati su Infoxyella, di cui 38 a Ostuni, 5 a Fasano, 2 a Latiano, 6 a Ceglie Messapica, 2 a Montemesola, 1 a Monteiasi e 19 a Carovigno.

Nuovi casi di infezione, anche nel Tarantino

Savino Muraglia (Coldiretti)

“Le nuove infezioni accertate confermano che continua la virata e l’avanzata della malattia sul fronte tarantino verso Matera, mentre la numerosità delle infezioni riscontrate a Carovigno – sottolinea Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – disegnano uno scenario oscuro già visto nei casi di Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al Tar, sono morti  3.100 alberi”.

La protesta “Continua a mancare una strategia condivisa e univoca tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico”, aggiunge ancora Muraglia. “Per la lotta alla malattia il Consiglio regionale ha assunto un orientamento chiaro il 31 maggio 2018, approvando un ordine del giorno all’unanimità che prevede la discussione sul tema Xylella attorno al tavolo istituzionale, di cui Coldiretti Puglia chiede da anni invano la convocazione, ma il dramma continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa”.

Il porto colabrodo di Rotterdam

Sotto accusa però ci sono anche le responsabilità comunitarie a partire – sottolinea la Coldiretti – dal sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto poiché il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam”.