Dopo oltre 40 anni verità più vicina: la Procura riapre le indagini e ascolta i genitori di Mauro Romano

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Racale – Ricordi che il passare del tempo non ha allontanato, tutt’altro. Momenti vissuti e rivissuti chissà quante volte nella mente alla ricerca di un dettaglio, di quel particolare in grado di portare all’attesa svolta: i genitori di Mauro sono stati ascoltati a lungo  dal sostituto procuratore Stefania Mininni.

Come da loro invocato più volte, Bianca Colaianni e Natale Romano chiedono che la Procura faccia luce sulla scomparsa del loro figlio, del quale non si hanno più notizie dal 21 giugno del 1977. Sono convinti che il 69enne di Taviano arrestato lo scorso martedì per pedofilia non possa non sapere qualcosa, o molto di più, di Mauro.

La nuova indagine

L’uomo è ora iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta riaperta (dopo due archiviazioni) sulla scomparsa di Mauro, all’epoca di appena sei anni: le accuse sono quelle di omicidio volontario ed occultamento di cadavere, con l’aggravante di aver agito ai danni di un minore.

I due genitori sono stati ascoltati per circa cinque ore, in una caserma dei carabinieri e non in Procura, dapprima singolarmente e poi insieme. Lontano da occhi e orecchie indiscrete e pure senza l’avvocato Antonio La Scala, il loro difensore. Alla luce dei tanti indizi di colpevolezza che sembrano inchiodare il 69enne appena arrestato (per abusi recenti, avvenuti tra il gennaio 2018 e l’aprile 2019 nei confronti di una ventina di alcuni ragazzini), la Procura è alla ricerca di quel filo che a distanza di oltre 42 anni può condurre direttamente a Mauro.

Le piste da seguire

I genitori hanno consegnato alcuni documenti e raccontato alcuni episodi, forse inediti, che potrebbero portare il magistrato a seguire alcune piste, anche nuove. nel recente passato la signora Colaianni aveva chiesto di indagare anche nell’ambito della comunità dei testimoni di Geova, della quale lei stessa e il marito facevano parte all’epoca della scomparsa di Mauro.

Ora si tratta di capire se chi circa 40 anni fa venne già arrestato, e poi condannato, per il  tentativo di estorcere del denaro ai genitori di Mauro in cambio di informazioni sulla sua scomparsa, sappia qualcosa sulla sua fine. Lo scorso dicembre un sopralluogo venne eseguito da carabinieri e vigili del fuoco proprio nel fondo agricolo (nella foto) dove il 69enne adescava le sue giovani vittime. Furono pure ritrovate delle ossa, ma forse non umane. Il mistero resta, ma la verità forse è più vicina.