Dopo 21 anni attese “clamorose novità” sulla scomparsa di Roberta Martucci: parla la criminologa Isabel Martina

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Roberta Martucci

Torre San Giovanni (Ugento) – Sarebbero ad una svolta le indagini sulla scomparsa di Roberta Martucci. Di “clamorose novità” parla la criminologa investigativa Isabel Martina annunciando la decisione dei familiari della giovane scomparsa da Torre San Giovanni la sera del 20 agosto 1999 di portare il caso all’attenzione di una “commissione parlamentare”.

«Ci attendiamo l’iscrizione nel registro degli indagati di una persona che fa parte della cerchia dei familiari. Del resto – spiega la criminologa – per noi non ci sono dubbi: Roberta non si è allontanata volontariamente, ma è stata uccisa e il suo corpo occultato in un luogo che noi abbiamo indicato e che la Procura sa bene dove trovare».

Le “rilevazioni” a Figilo

Del caso, insieme alla stessa Isabel Martina, se ne parlò nel febbraio di due anni fa a Figilo, il Festival dell’informazione locale organizzato a Gallipoli dal Gruppo Caroli Hotels e da Piazzasalento. «L’assassino di mia sorella era in questa sala lo scorso anno ed è un nostro parente», affermò in quella circostanza la sorella Sabrina. Affermazioni poi ribadite pure nel programma di rai 3 “Chi l’ha visto?”.

«Per me è stato un omicidio a sfondo sessuale. L’autore è un familiare che mi ha molestato per anni. Mi ha distrutto psicologicamente», ebbe modo di affermare Sabrina ricostruendo le ultime ore della scomparsa della sorella. Roberta lasciò l’abitazione di famiglia di Torre San Giovanni con la sua Uno Bianca dicendo di raggiungere delle amiche ad una festa a Gallipoli. Qui, però, alcuni giorni dopo venne ritrovata soltanto la sua auto, nei pressi delle Poste di via Genova, “senza chiavi e documenti”. Da allora di Roberta non si hanno più notizie.
Dopo molti anni di silenzio, il caso è stato riaperto (per la terza volta) dalla Procura, che ora indaga per omicidio. «Abbiamo depositato in Procura un’istanza di 20 pagine – fa sapere la criminologa di Ceglie Messapica – in cui è stato tracciato un profilo ben preciso e circostanziato di quello che per noi è l’assassino di Roberta e che tra l’altro in tutti questi anni ha cercato di depistare le indagini per allontanare i sospetti da sé. Siamo felici che i riscontri presentati stiano per essere accolti dai Magistrati. Anche se sono passati molti anni siamo fermamente decisi a riscrivere la verità sulla scomparsa di Roberta. Non la riporteremo in vita, ma almeno potremo restituire un minimo di pace alla sua famiglia».
Del “caso Martucci” si tornerà il 6 e 7 marzo prossimi nel corso del convegno organizzato dall’associazione “A pista fredda” (trasmesso sulla piattaforma Enpab, con i mille posti disponibili già esauriti).