Dop, patate uniche

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le novelle "di Galatina"

RACALE. Ci siamo. Dopo un cammino abbozzato più volte e alla fine di quello – risolutivo – cominciato nel 2000 in una affollata sala di Alliste, uno dei prodotti agricoli più genuini, richiesti e “nostri” viene ufficialmente riconosciuto. Con tanto di marchio: Patata novella di Galatina. Il pregiato tubero, coltivato e maturato esclusivamente nel Salento – area della Grecìa e fascia jonica – entra così nel novero dei prodotti a denominazione di origine protetta, in sigla Dop, al pari dei clementine del Golfo di Taranto e della Bella della Daunia (olive), per restare in Puglia.

La data, praticamente storica, è quella del 17 luglio in cui a Racale, a partire dalle 18 nella sala San Sebastiano (guarda la fotogallery dell’evento), si svolgerà quella che sarà vissuta come una celebrazione non tanto e non solo della patata, quanto di coloro che in 13 anni e passa ci sono stati dietro, non perdendo mai di vista nè l’obiettivo nè gli ostacoli nè il tragitto da compiere. Poichè delle qualità di questo prodotto delle terre rosse salentine si sa tutto e dappertutto; quello che restava da fare è ottenere l’imprimatur europeo.

La “riunione di pubblico accertamento”, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale per la durata di un mese, aprirà le porte al marchio tanto atteso e agognato dalla parte più attenta e meno rassegnata del mondo agricolo. L’Ue poi, nell’anno successivo, completerà la procedura con eventuali prescrizioni.

Della coltura “di straordinaria importanza per l’economia  di questo territorio”, come sottolineano i promotori, ne parleranno i vertici dell’associazione produttori Patate di Galatina (il presidente Salvatore Manfreda e il tecnico responsabile della Dop, Aldo Reho); il sindaco di Racale Donato Metallo, due dirigenti del Ministero politiche agricole e forestali, entrambi del sottore Qualità agroalimentare; la dirigente del Servizio alimentazione della Regione Puglia, Rosa Fiore; il dirigente dell’Ufficio provinciale agricoltura di Lecce, Antonio Ferriero, e Mario Troisi, anch’egli di Racale,  funzionario dello stesso Ufficio provinciale e che con Reho è stato in tutti questi anni in prima linea, redigendo lo specifico disciplinare di produzione.

Il movimento, a tratti convulso e a tratti apparentemente in sonno, affonda le radici negli anni Settanta, secolo scorso. Comune, produttori, cooperative reclamano un marchio, anche per mettere al riparo il prodotto da speculazioni e passaggi che arricchiscono altri e non i diretti protagonisti. è dei primissimi anni Novanta il primo disciplinare di produzione a cura della Camera di commercio di Lecce, ma la documentazione non risulta essere mai stata inviata a Roma.

Solo nel 2000 l’amministrazione comunale di Alliste, sindaco Anna Campagna, nell’ambito della valorizzazione delle vocazioni agricole e agroalimentari locali affida il primo incarico a Troisi e Reho; nel 2001, si costituisce sotto questo impulso l’associazione dei produttori pataticoli con sede legale ad Alliste. Da lì il coinvolgimento dell’ente camerale, della Provincia e della federazione dei coltivatori diretti con atto formale.

Si parte: al 28 novembre 2003 risale la prima richiesta di riconoscimento Dop, ma solo nel 2009 (incredibile ma vero) il Ministero competente chiede all’associazione ulteriori documenti. L’esito della domanda è comunque negativo. I produttori ripartono alla carica nel febbraio 2010; dopo un anno il Ministero si fa vivo e dopo pochi mesi ottiene ciò che chiedeva, vale a dire relazioni e documenti aggiuntivi. Il “sì” della Regione è del 20 aprile 2012; altri passaggi di materiali tra luglio e novembre con destinazione Roma e infine la comunicazione decisiva: il Ministero il 20 giugno scorso, indice la “riunione di pubblico accertamento”. Sarà durata pure troppo, ma finalmente è fatta.

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