Donò il suo stipendio per l’emergenza Coronavirus: maresciallo dei carabinieri di Miggiano diventa Cavaliere della Repubblica

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Miggiano – È tornato nel suo Salento insignito della nomina di Cavaliere della Repubblica Ettore Cannabona, il comandante dei carabinieri originario di Miggiano che lo scorso marzo, in piena emergenza Coronavirus, ha devoluto il proprio intero stipendio per “soccorrere” la comunità di Altavilla Milicia, nel Palermitano.

Cannabona, classe 1970, ha lasciato la sua terra 31 anni fa e da dieci è comandante della stazione dei carabinieri di Altavilla Milicia. Il salentino è tra i 57 Cavalieri al merito, premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza coronavirus” (tra di loro anche la gallipolina Irene Coppola).

“Ho visto la povertà negli occhi della gente”

«Ho saputo dell’onorificenza ieri, mentre ero in viaggio verso la Puglia. Mi ha contattato il generale Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, per complimentarsi con me. Ero stupito e tutt’ora lo sono. Non me lo aspettavo», confessa il maresciallo.

«In quei mesi tragici ho visto la povertà esplodere negli occhi della gente disperata che non aveva letteralmente da mangiare. Sentivo di dover far qualcosa e così ho contattato il Sindaco esprimendogli la volontà di investire il mio stipendio di marzo a favore della comunità», spiega Cannabona. Il maresciallo usa il termine “investire” perché, grazie anche all’aiuto dei titolari di supermercati e macellerie, che hanno applicato un notevole sconto sui prodotti, è riuscito ad acquistare un numero maggiore di generi alimentati e beni di prima necessità per soddisfare le richieste di un centinaio di famiglie bisognose. In sostanza, con il suo gesto il maresciallo Cannabona è riuscito a mettere in moto una rete solidale in difesa degli ultimi.

A Miggiano dopo sei mesi

«Avevo chiesto al Sindaco di mantenere il riserbo sulla mia donazione ma lui ha ritenuto opportuno renderla pubblica e oggi posso dire che ha fatto bene: in molti mi hanno contattato per chiedere consigli su come contribuire nell’aiuto delle famiglie in difficoltà».

«Sono felice di essere tornato nella mia Miggiano dopo sei mesi di lontananza. Nella famiglia sono sempre stato la “pecora nera” – scherza il neo Cavaliere della Repubblica –  tutti hanno optato per la marina militare mentre io volevo vestire gli abiti del carabiniere». Alla domanda “a chi dedicheresti questo riconoscimento?” risponde senza esitare: «A mia madre, scomparsa solo otto mesi fa e a mio padre venuto a mancare nel ‘95. Entrambi – conclude – lavoravano come falegnami nella bottega di famiglia e mi hanno trasmesso quei valori importanti che ti porti dietro tutta la vita e che ti impediscono di restare indifferente quando qualcuno ti chiede aiuto».

Michele Sperti

Soddisfatto ed emozionato anche Michele Sperti, sindaco di Miggiano: «È un grande orgoglio essere Sindaco di una città dove vivono cittadini di grande solidarietà come Ettore Cannabona soprattutto in questo particolare momento, in cui l’odio e la prevaricazione sembrano prevalere. Ettore è un giovane adulto dal carattere mite e riservato, un uomo d’altri tempi da cui ci si aspetta gesti così nobili e profondi. La comunità di Miggiano oggi lo celebra e lo ricorderà negli anni».