Nardò – Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Polizia di Stato da conto di tre indagini condotte dagli agenti del Commissariato di Nardò. Nei giorni scorsi un 46enne del posto, sorvegliato speciale e con obbligo di soggiorno, è stato condotto in carcere a Lecce dopo essere stato sorpreso in compagnia di persone estranee al nucleo familiare (e pure note alle forze dell’ordine) malgrado fosse già agli arresti domiciliari. Lo stesso 46enne si era già reso responsabile del reato di truffa nei confronti di una donna, raggirata al fine di impossessarsi della sua pensione. Approfittando approfittando della condizione di disagio psichico vissuta dalla donna, l’uomo è riuscito a  sottrarla dalla famiglia portandola con sé nella propria abitazione e commettendo, all’insaputa della vittima, una serie di truffe e raggiri utilizzando il nome della vittima stessa. Per questo l’attività investigativa dei poliziotti del locale Commissariato ha permesso di adottare a carico del 46enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Nardò. La stessa vittima, quale “soggetto debole”, è stata tutelata mediante la  collocazione presso una comunità di sostegno.

Gli altri casi Altra storia quella di un uomo di 32 anni autore di insulti, gravi minacce e lesioni nei confronti della donna che aveva voluto interrompere una relazione sentimentale durata sino allo scorso luglio. Ad agosto scorso, invece, è stata una donna a chiedere aiuto al 113  quando il marito 48enne, per l’ennesima volta, la stava maltrattando alla presenza del figlio minore. In questa circostanza gli agenti sono riusciti, con non poca fatica, a fermare l’uomo che, in preda ad un raptus di violenza, colpiva la moglie minacciandola di morte. Da entrambi gli interventi dei poliziotti sono nate due distinte indagini che hanno permesso di squarciare situazioni di apparente normalità dietro le quali si nascondeva una realtà di violenza e oppressione. Allo stato attuale i due uomini in questione sono stati rinviati a giudizio dovendo rispondere in Tribunale dei reati di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, lesioni e minacce.

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