Donne e lavoro, i dati di Confartigianato sulle difficoltà delle imprese pugliesi in rosa

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Marici Levi

Lecce – Alla vigilia dell’8 marzo, una riflessione sul mondo del lavoro al femminile, con dati poco incoraggianti: una rilevazione del Centro studi di Confartigianato Imprese Puglia mette infatti in evidenza come le imprese pugliesi in rosa siano quelle che soffrono di più delle conseguenze della pandemia sul piano economico.

I numeri parlano di 77.621 aziende femminili attive in Puglia, nei settori più diversi (agricoltura, silvicoltura e pesca 23.546; commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli 21.903; servizi alla persona 6.951; alloggio e ristorazione 6.670; manifatturiero 4.355; costruzioni 2.635; noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese 2.147; attività professionali, scientifiche e tecniche 1.609).

Gestione smart working e dad a complicare la situazione

A sottolineare i problemi dell’imprenditoria femminile di questi tempi è Marici Levi, presidente di Confartigianato Donne Impresa Puglia: “Con grandissima difficoltà siamo riusciti, in Puglia, a stabilizzare il numero di attività imprenditoriali guidate da donne. Di questo passo però, senza adeguati supporti o correttivi, continuare a fare impresa rischia di diventare una missione impossibile”.

Difficoltà nella conciliazione vita-lavoro, in una situazione trasformata radicalmente dallo smart working e dalla dad, che trasferisce fra le mura domestiche anche lo spazio scuola e studio dei figli. Tutti problemi che ricadono in particolare sulle donne.

Fare impresa diventa così una corsa a ostacoli. “Le imprenditrici non possono contare sugli strumenti a disposizione delle dipendenti – prosegue Levi – come ferie e permessi, né possono assentarsi dal lavoro perché spesso sono titolari di laboratori o botteghe ove la loro presenza è indispensabile, non sostituibile. Per questo chiediamo che si intervenga subito, intensificando gli sforzi sul fronte delle misure organizzative e della loro efficacia”.

L’artigianato fa da traino

Qualche passo avanti è stato pur fatto: “Il settore artigiano è tra quelli all’avanguardia per aver sviluppato un proprio sistema di welfare contrattuale – spiega Levi. – La stessa Regione Puglia ha creato, con il nostro Ente Bilaterale di settore (Ebap), un Fondo pubblico-privato per il sostegno ai genitori e alla conciliazione vita-lavoro”.

Tuttavia c’è ancora molto da fare per centrare l’obiettivo: mettere ogni donna nella condizione di non dover più fare una dolorosa scelta tra famiglia e lavoro, consentendole di costruire il proprio destino in piena libertà” conclude la presidente di Confartigianato Donne Impresa.