Donne e chiesa: “lettori” e “accoliti” non più solo uomini, la “novità” di Papa Francesco. Positive le reazioni

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Gallipoli – Svolta epocale nella Chiesa bimillenaria di Papa Francesco che domenica 10 gennaio (festa del battesimo di Gesù) ha esteso anche alle donne l’accesso al “ministero istituito” del lettorato e dell’accolitato, sinora appannaggio esclusivo dei soli laici di sesso maschile.

Con Lettera apostolica scritta “motu proprio”,  Bergoglio ha modificato il primo comma del canone 230 del Codice di diritto canonico, nel senso che “i laici (non più dunque solo quelli di sesso maschile) che abbiano l’età e le doti determinate con decreto della Conferenza episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, al ministero di lettori e di accoliti” “accogliendo così le raccomandazioni di alcune assemblee sinodali dei vescovi, e dopo aver sentito il parere dei dicasteri competenti”.

Positivi i commenti

Di fatto viene ufficialmente riconosciuta una prassi consolidata già da tempo, ossia quella di far partecipare anche le donne ai vari servizi liturgici della Messa (in particolare quello delle Letture): nessuna apertura, invece, almeno per il momento, in ordine all’ordinazione  sacerdotale o diaconale.

Padre Francesco Marino

Positivi i commenti, e non solo quelli delle dirette interessate. Quasi a conferma del “nuovo corso” che spira nella Chiesa, con la prefazione di Giustina Aceto (docente presso la Pontificia facoltà teologica “Marianum” di Roma) di recente è comparso in libreria (e sta registrando vivo interesse non solo tra gli addetti ai lavori) l’ultimo libro (Tau editore) del Domenicano padre Francesco Maria Marino (superiore al santuario di Parabita) dal titolo “L’accompagnamento spirituale delle donne – servizio ecclesiale necessario e prezioso”. 

L’entusiasmo delle donne

Entusiasta la gallipolina Preziosa Portoghese, docente in pensione e responsabile locale della Lega tumori: «Grande Papa Francesco che riconosce il prezioso contributo che moltissime donne, fra cui io stessa, offrono alla vita e alla missione della Chiesa, senza un mandato istituzionale vero e proprio. Della Chiesa facciamo parte anche noi donne battezzate ed è giusto, a mio parere, che questi ministeri ci vengano attribuiti e riconosciuti attraverso un atto liturgico che li istituzionalizzi».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Fernanda Vaglio (avvocato, componente della Commissione comunale “pari opportunità”, consulente legale dell’associazione femminile Fidapa, nonché cultore di diritto privato presso l’Università di Pisa, e lettore di fatto presso la cattedrale di Sant’Agata, a Gallipoli): «Da tempo le donne, in via di prassi, leggono la Parola di Dio durante le celebrazioni o svolgono un servizio all’altare, come “ministranti” o come “dispensatrici dell’eucarestia”. Consentire l’accesso delle donne ai ministeri laicali del lettorato e dell’accolitato è un passo avanti notevole, verso la parità di genere dei laici e delle laiche nella Chiesa cattolica. A mio modesto parere – prosegue la Vaglio – è significativo, altresì, che ciò avvenga addirittura mediante una modifica del Codice di diritto canonico con cui è abrogata la riserva di accesso a questi ministeri ai soli laici di sesso maschile. È bello e importante che il cammino di rinnovamento della Chiesa passi anche attraverso il riconoscimento istituzionale del contributo femminile alla vita e alla missione della Chiesa stessa».

“Ma a decidere sono ancora gli uomini”

Viva soddisfazione esprime anche l’aletina Laura Pisanello (avvocato, con consolidata esperienza nel volontariato cattolico) “per il giusto riconoscimento al mondo delle donne, ora anche da parte della Chiesa, spesse volte sin qui relegate solo a ruoli marginali e nascosti. Come cittadini e come battezzati, non può che esserci, infatti, parità di genere, pari dignità e uguali diritti e doveri, senza distinzione  tra uomo e donna, principi questi più volte richiamati proprio da Papa Francesco, al quale come credente e come donna esprimo tutta la mia gratitudine”.

Con puntualizzazioni di non poco conto, invece, il commento di  Maria Rosaria De Lumè di Maglie (docente di lettere nei licei, giornalista, già assessore provinciale alle politiche educative, ex presidente provinciale ed attuale vice del Centro italiano femminile): «L’accesso delle donne al ministero del Lettorato e dell’Accolitato è sulla linea del Vaticano II che dopo tanti anni (si chiuse l’8 dicembre 1965) non finisce mai di stupire per la carica innovativa non ancora completamente realizzata. Le donne lettrici della Bibbia (lettorato) o di assistenza al sacerdote o al diacono nelle celebrazioni liturgiche (accolitato) nella prassi già da tempo sono due ministeri esercitati e consentititi dai vescovi. Il “Motu proprio” di Papa Francesco aggiunge ufficialità e sottolinea il valore del Battesimo alla base dei ministeri laicali che possono essere affidati a tutti i fedeli, senza distinzione di genere, ritenuti idonei. Un passo avanti, senza dubbio, un riconoscimento del ruolo della donna nell’ambito del servizio: lettorato e accolitato, infatti, sono ministeri di sostegno, di aiuto, di servizio all’altare. Ma nella Chiesa a decidere sono ancora gli uomini».