Discarica di Castellino: gli ultimi prelievi prima della sentenza sull’inquinamento

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Nardò – Ultimo prelievo effettuato e piano di caratterizzazione alle battute finali. A comunicarlo è una nota di Palazzo Personè con riferimento ai prelievi di acqua di falda nella ex discarica di Castellino, tra Nardò e Galatone, al fine di stabilire se suolo e acque sono contaminate. Le operazioni si sono svolte martedì 4 dicembre alla presenza dei tecnici Giovanni Panico e Lavinia Benvenga, del funzionario tecnico Ivan Polo di Arpa Puglia, dell’amministratore di “Mediterranea Castelnuovo 2” Daniele Pittini e del geologo incaricato dal Comune di Nardò, Andrea Vitale.

Il piano di caratterizzazione, va ricordato, è lo strumento previsto dalla legge per ricostruire i fenomeni di contaminazione di suolo e acque e ottenere così le informazioni di base a supporto della messa in sicurezza e della eventuale bonifica definitiva. Prossimo passo: il sopralluogo presso l’ex discarica, nei prossimi giorni, dell’assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea, che farà il punto della situazione accompagnato a Nardò da dirigenti e tecnici dell’ente Regione. «Siamo alla battute finali – ha dichiarato l’assessore comunale all’Ambiente, Mino Natalizio – perché dall’esito del piano di caratterizzazione sapremo se Castellino inquina o meno. Ma, a prescindere dalla eventuale bonifica, procederemo in ogni caso agli interventi di messa in sicurezza, che chiuderanno finalmente la parabola della ex discarica».

Le polemiche degli ultimi giorni La discarica di Castellino ha smesso di accogliere rifiuti nel 2007 e da allora l’attenzione si è spostata su un altro tema: la (finora mancata) messa in sicurezza dell’area. Negli ultimi giorni lo scontro si è riacceso quando Riccardo Leuzzi (coordinatore cittadino del movimento di centrosinistra “Partecipa”) ha attaccato Comune e Regione per via di un recente elenco, diffuso dalla Regione, di ex discariche che beneficeranno a breve di finanziamenti finalizzati alla bonifica e messa in sicurezza. Da tale elenco però è assente la discarica di Castellino. A Leuzzi aveva replicato il consigliere comunale di maggioranza Augusto Greco, presidente della Commissione Ambiente. “Quella graduatoria – aveva detto Greco in quei giorni – riguarda discariche che si trovano su suolo pubblico; quindi non poteva comprendere quella di Castellino, che si trova su suoli privati”. Controreplica di Leuzzi, sostenuto anche dall’ex Sindaco Marcello Risi: “No, quei fondi per le bonifiche sono ammissibili anche per aree private, poiché in quel finanziamento da 69 milioni di euro hanno trovato posto la discarica inquinata di Troia e l’ex Acciaieria di Giovinazzo, entrambe private».

La posizione dell’assessore Mino Natalizio A Leuzzi aveva poi replicato l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, parlando di “polemica stucchevole” e difendendo la Regione “che si sta prodigando per la definitiva chiusura del sito”. «Ribadisco ancora una volta – ha dichiarato Natalizio – che l’avviso pubblico su risorse del Por Puglia Fesr 2014-2020 “Interventi di bonifica delle aree inquinate” ha come presupposto fondamentale il fatto che si tratti di “aree inquinate” e questo può essere accertato solo attraverso il piano di caratterizzazione”.

Secondo la legge, ribadisce Natalizio “solo il piano di caratterizzazione può dirci se un’area è inquinata o meno. Le contaminazioni di nichel rilevate finora nella falda di Castellino sono presenti, purtroppo, in larga parte della falda del Salento e solo a seguito delle fasi di caratterizzazione si potrà dire se la presenza di nichel in quella zona è dovuta alla discarica”.

Non solo, quindi, conclude l’assessore, “l’avviso riguarda interventi su aree pubbliche (e non è il caso di Castellino) e interventi in danno su aree private. Quest’ultimo caso fa riferimento all’ipotesi che il soggetto responsabile non provveda alla bonifica, non sia individuabile e non provveda alcun altro soggetto interessato. Con nota del 3 novembre 2017 il dirigente della sezione Ciclo dei Rifiuti e Bonifiche della Regione Puglia Giovanni Scannicchio, che avevamo comunque interpellato sul caso di Castellino, ha risposto testualmente “che ai fini della candidatura, codesta Amministrazione solo in caso di inadempienza potrà proporsi in sostituzione del soggetto responsabile o di altro soggetto interessato valutando, sulla scorta dei dati ambientali in possesso, la tipologia più intervento più idonea”. “Quindi i fondi di questo bando – tira le somme Natalizio – non potevano essere utilizzati per la chiusura di Castellino».