Didattica a distanza, anche negli istituti di Otranto e Santa Cesarea Terme la scuola va online contro l’emergenza Coronavirus

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Paolo Aprile

Otranto-Santa Cesarea Terme – La chiusura degli istituti di ogni ordine e grado, ordinata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte fino al prossimo 3 aprile, non ha gettato le scuole nello sconforto.

Per sopperire all’emergenza Coronavirus vengono in aiuto le piattaforme telematiche, in alcuni istituti già ampiamente utilizzate per il regolare svolgimento delle lezioni. È il caso dell’Alberghiero di Otranto, da subito attivatosi per garantire il prosieguo delle attività. Forte di una base tecnologica consolidata, grazie alle pregresse sperimentazioni di forme didattiche alternative mutuate dall’esperienza del preside Paolo Aprile, l’istituto vede in questo momento di generale apprensione una fioritura di iniziative tese a garantire la didattica a distanza.

Feedback positivi

L’utilizzo di piattaforme come Moodle e Weschool, affiancate ad Argo e Axios dell’ormai rodato registro elettronico, consentono di depositare materiali didattici, comunicati e circolari che assicurano il dialogo tra scuole e studenti. Il coordinamento dei docenti tramite gruppi whatsapp consente poi di proseguire nell’attuazione dei programmi scolastici, evitando sovraccarichi che potrebbero risultare controproducenti.

Sono molto soddisfatto dei feedback ricevuti da docenti e studenti – afferma il dirigente Aprile. – Alcuni manifestano stimoli ed entusiasmo per come questa nuova metodica sta proseguendo, nonostante manchi un po’ a tutti la presenza fisica tra i banchi di scuola. Il lavoro è febbrile, siamo operativi senza soluzione di continuità per garantire il coordinamento delle attività. I professori e gli alunni ci stanno seguendo bene in questo percorso”.

In questi giorni il dirigente dell’istituto alberghiero di Otranto e Santa Cesarea Terme ha tenuto un seminario online per Indire, Istituto nazionale per la documentazione pedagogica di Firenze, avente ad oggetto la didattica a distanza e la somministrazione di prove strutturate e test in modalità telematica.

Oltre all’apprendimento, conservare i rapporti umani

Luigi Moscatello

Tra i partecipanti al progetto nazionale “Scuola senza zaino”, primo in Italia a sperimentare i metodi di didattica digitale con due classi dell’istituto “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme, il dirigente è stato pioniere nella promozione di smartphone e tablet quali strumenti di lavoro ordinari, previa apposita regolamentazione interna già varata nel 2017.

Anche l’Istituto comprensivo ha messo in atto strategie che consentano la prosecuzione dei programmi scolastici. All’utilizzo di whatsapp, promosso dalla scuola dell’infanzia per la diffusione di documenti e materiali audiovisivi, la scuola primaria e secondaria di primo grado affianca l’uso della piattaforma Edmodo, con cui i docenti creano classi virtuali.

Più che l’apprendimento, per noi è importante stabilire un contatto fra docenti e studenti. C’è tempo nella vita per recuperare l’apprendimento, mentre è fondamentale mantenere i contatti umani”, è il commento di Luigi Moscatello, dirigente dell’Istituto comprensivo.

Le criticità

Non mancano le difficoltà in questo primo approccio alle forme di didattica telematica. Infatti, non tutti i ragazzi dispongono degli strumenti tecnologici migliori, e alcuni professori sono poco propensi alle novità. Ma il problema principale rimane stabilire una priorità nell’uso delle tecnologie in famiglie numerose, come evidenzia il dirigente Aprile.

Ai sovraccarichi della rete si aggiungono i problemi legati alle famiglie con due, tre figli e i genitori impegnati con lo smart-working – afferma Aprile. – È difficile che ognuno abbia uno strumento che gli consenta di ottemperare ai propri compiti. Ecco perché le attività devono essere diradate, in modo da ridurre al minimo queste problematiche organizzative”.

(Pierfrancesco Albanese)