“Dialogo e accoglienza vie per l’azione pastorale”: le parole di monsignor Seccia per un “Mediterraneo frontiera di pace”

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L’arcivescovo Michele Seccia

Riportiamo la dichiarazione dell’arcivescovo Michele Seccia, ospite dei lavori di “Mediterraneo frontiera di pace”, l’assemblea dei vescovi delle diocesi del Mediterraneo in programma dal 19 al 23 febbraio a Bari.

“La nuova visita di Papa Francesco a Bari vuole ricordarci ancora una volta che il Mediterraneo è luogo privilegiato per una nuova evangelizzazione, per una rinnovata azione della Chiesa che passi necessariamente dal valore imprescindibile del dialogo interreligioso e culturale.

Non ci sono molte alternative per la comunità cristiana, se vuole incidere nel tessuto sociale e nella crescita integrale di una società che pare allontanarsi sempre più dai valori che costituiscono la ricchezza esclusiva di ogni persona umana.

Il Santo Padre ci vuole indicare, e non è la prima volta, che la via del dialogo e dell’accoglienza devono definitivamente diventare temi centrali nell’azione pastorale dei vescovi e delle diocesi bagnate dal Mare nostrum. E il lavoro dei vescovi a Bari in questi giorni altro non è che un atto di adesione al Magistero di Francesco, ma anche la continuazione di un cammino già avviato nelle Chiese locali d’Italia, nelle quali da molti anni, specie nel servizio della carità, si lavora per rendere meno doloroso il dramma di chi arriva sulle nostre coste in fuga dalla guerra, dalla distruzione e dalla povertà.

D’altronde tutta la Puglia, dal Gargano al Salento, fin dai primi anni ’90, ha dimostrato concretamente cosa vuol dire accogliere, essere solidali e soprattutto integrare. Oggi solo
la ricerca della pace nei Paesi del Mediterraneo è la garanzia che può permettere uno sviluppo sostenibile e politiche di accoglienza e solidarietà capaci di rispettare e promuovere la persona e i popoli”.

Arcivescovo Michele Seccia