“Diabete, non smantelliamo un centro di prim’ordine con 7mila pazienti”: anche il comitato pro Ferrari in campo

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Centro di diabetologia, sit in

Casarano – Resta massima l’attenzione dei diretti interessati e dei sodalizi che hanno manifestato il loro appoggio intorno al Centro diabetologico di Casarano che, secondo una determina dirigenziale della Regione  del 13 novembre, dovrebbe essere chiuso ed i pazienti dell’ampio bacino che fanno riferimento all’ospedale “Ferrari” smistati altrove.

 

La dottoressa Marino e il presidente  Casciaro

Il comitato pro Ferrari Si tratta di una platea di malati ammontante a circa 7mila persone, come sostiene il presidente del comitato pro Ferrari, Claudio Casciaro, il quale pochi giorni fa ha inviato una lettera al direttore generale dell’Asl di Lecce per chiedere un incontro urgente. “Abbiamo bisogno di capire esattamente come stanno le cose – afferma Casciaro, presente anche al sit in tenuto presso il centro casaranese il 21 novembre scorso – perché non può bastare la nota dell’Asl di domenica scorsa. Qui si tratta di uno dei fiori all’occhiello di questo ospedale con specializzazioni pediatriche riconosciute. Qui si impiantano microinfusori e sensori per la glicemia nel diabete di tipo 1, detto dei giovani, che adesso si vorrebbe spostare a Brindisi o a Taranto”.

Alla riunione presso il centro ed all’incontro con la dottoressa Antonella Marino c’erano pazienti di Otranto, Cursi, Maglie “e due di Lecce addirittura”: “Vogliamo un incontro ufficiale, lo sollecitiamo anzi, senza polemiche ma con l’obiettivo di garantire una assistenza adeguata ai cittadini. Il centro, che ha solo tre medici, va anzi potenziato con un suo primario. Siamo pronti a portare il sit in a Lecce”.

A difesa del Centro di endocrinologia e diabetologia si è espresso anche il Tribunale dei diritti del malato – Cittadinanzattiva, con la responsabile del Tdm Cristina Lezzi (foto) e la coordinatrice dell’assemblea territoriale Ilaria De Rocco. Entrambe le dirigenti ritengono insufficienti le rassicurazione contenute nella nota dell’Asl, in cui si sostiene che si starebbe cercando di evitare l’esclusione della struttura casaranese dalla nuova rete di assistenza.

“Un centro di secondo livello” “Al di là di ogni considerazione di tipo organizzativo – scrivono Lezzi e De Rocco in una missiva alla Regione – non possiamo restare in silenzio davanti alle preoccupazioni legittime degli ammalati”. Il Centro di Casarano “di fatto di secondo livello”, non potrà più prescrivere o erogare apparecchiature tecnologiche per la cura e il controllo della malattia”. “Con le nuove disposizioni – si continua – i pazienti che ne avranno bisogno dovranno recarsi a Brindisi o a Taranto; i bambini che dovranno impiantare questi dispositivi dovranno arrivare fino a Bari e Foggia”.