Di rinvio in rinvio si è ancora qui…

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editoriale fernando d aprileCi vollero alcuni casi di colera a Bari per dare l’accelerata allo schieramento delle truppe contro l’invasione di una infezione eccezionale e altre allora endemiche in Puglia (epatiti), collegate alla dispersione nell’ambiente degli scarti del corpo umano. Si varò il piano dei depuratori  in quei primi anni Novanta.

Ci volle una specie di rivolta di trenta Sindaci del Salento, ai primi del 2000, per farne attivare 12: erano stati realizzati a suon di miliardi e poi erano rimasti chiusi sotto chiave chissà perché.
Cosa ci vorrà adesso, anno domini 2013, per portali ad un soddisfacente livello di funzionamento e a un regolare sistema di scarico dei reflui,  che a Gallipoli come a Ugento e Porto Cesareo creano problemi a non finire e danni ambientali ed economici? La mano pesante di qualche magistrato?
Contro una procedura vietata da almeno una quindicina di anni, alcuni impianti ancora scaricano direttamente nella falda profonda. Ben 18 in tutta la Puglia. E che cosa pensano alcuni consiglieri regionali? Di chiedere una deroga all’Unione europea per consentire ad altri depuratori in affanno di fare altrettanto. Peccato che l’Ue una deroga l’abbia già concessa. Invano: non è cambiato nulla. Neanche la mentalità delle nostre classi dirigenti, rivolta più al rinvio che alla soluzione definitiva. E un’altra estate è arrivata.