Depuratore e rete fognaria ancora bloccati: da Porto Cesareo parte un appello all’Ue, al governo, alla Regione e ai salentini: “Aiutateci”

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Il depuratore ultmato e ancora chiuso di Porto Cesareo

Porto Cesareo – il caso del depuratore ultimato da un anno e ancora inattivo per la mancata autorizzazione del recapito finale dei reflui, è tornato alla ribalta con la presa di posizione, unanime, del Consiglio comunale di Porto Cesareo.

L’assise comunale si è rivolta all’Unione europea, al governo nazionale, al Ministero della transizione ecologica, a tutti i parlamentari pugliesi, al presidente della Regione Puglia ed a tutti i Sindaci del Salento “affinché provvedano ciascuno ed ognuno di essi, per quanto di loro competenza, ad effettuare i passi necessari, nessuno escluso, per la rapida soluzione della vicenda riguardante la rete fognaria di Porto Cesareo”.

“Una questione di civiltà”

Destinatario della presa di posizione del Comune anche il commissario straordinario unico per la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue urbane, nominato dopo le tre sentenze di condanna della Corte di Giustizia europea e di due procedure d”infrazione sempre a firma Ue.

“Una questione che ormai per il clamore suscitato e per la sua rilevanza – scrive l’assessore all’Urbanistica Eugenio Sambati in una nota – riguarda l’intero Salento e la Regione Puglia in generale, di cui Porto Cesareo è patrimonio da tutelare e salvaguardare. Col medesimo atto si è dato mandato al Sindaco, Silvia Tarantino, di promuovere ogni iniziativa idonea ad ottenere il chiesto intervento a tutte le istituzioni coinvolte, nonché di coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica salentina e pugliese”.

Una attesa di 42 anni

“Porto Cesareo non può più attendere – rimarca l’assessore Sambati – per anni è stata additata come terra della illegalità e dell’abusivismo, ed oggi, invece, avendo fatto le cose per bene, chiede ed esige di essere aiutata nel percorso di crescita e di sviluppo economico a cui aspira e che non può più essere arrestato da logiche miopi, campanilistiche e di retroguardia”.

Dal Comune cesarino auspicano quindi che “oltre alla civiltà prevalga finalmente anche il buon senso e che si sblocchi, una volta per tutte, l’attivazione della rete fognaria di Porto Cesareo (primo lotto, ndr), dopo 42 anni di attesa e di inutili rinvii”.

Il braccio di ferro in atto 

Il nodo del contendere è la destinazione finale dei reflui fognari depurati, che dovrebbero raggiungere tramite il depuratore di Nardò, il mare di Torre Inserraglio, dove già scarica sotto costa lo stesso impianto neretino. Da un lato Regione e Comune che vorrebbero  azzerare lo scarico a mare; dall’altra il Ministero che, come ha riferito in una nota il commissario straordinario unico il 21 gennaio scorso, che dichiara il “non sussistere delle condizioni necessarie affinché il divieto di scarico sul suolo possa essere derogato”.