Depuratore di Gallipoli, acque chiare e macchie scure: scontro a colpi di foto tra operatori del mare e Aqp

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Gallipoli – Mentre è pronto lo studio di fattibilità, dal 26 giugno all’esame del Comune gallipolino, il depuratore consortile di via Scalelle fa ancora parlare di sé. A colpi di fotografie.

Nei giorni scorsi gli operatori della zona, poco fuori città sulla litoranea nord, hanno scattato e diffuso le ultime (di una lunga catena) immagini degli effetti visivi degli scarichi dei reflui depurati in località San Leonardo.

Le fotografie sono due: una riferita allo stato delle cose il 29 giugno appena trascorso, con una notevole macchia scusa che abbraccia un tratto di costa prima di Torre Sabea; l’altra è del 20 agosto del 2018 e riguarda la stessa zona.

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“Noi non vogliamo demonizzare nessuno né tantomeno un depuratore – dichiarano a piazzasalento.it i diretti interessati – ma la differenza tra una situazione e l’altra è evidentissima. Siamo sicuri che l’impianto sia il non pplus ultra, ma gli effetti tra quanto visto l’altro ieri e quanto invece fissato nell’agosto scorso sono del tutto diversi”.

La tesi di chi non abbandona la battaglia per lo scarico al largo è che “indipendentemente dalle attenzioni e dagli interventi fati, ci sono giorni in cui il depuratore funziona alla perfezione, con minime tracce sotto costa e giornate in cui qualcosa, magari pure la rottura di una semplice pompa, proprio non va”.

“Ribadiamo che sono cose che possono succedere, ma che non susciterebbero alcuna preoccupazione se accadono episodicamente al largo, a otto chilometri di distanza, con correnti e venti che non spingono verso costa”.

Pronta la replica dell’Aqp, che ha consegnato al Comune di Gallipoli lo studio di fattibilità che prevede un importo di 16 milioni. “Acquedotto pugliese informa che il depuratore consortile a servizio di Gallipoli funziona correttamente e rilascia acque chiare e inodori, nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente. Lo confermano i continui controlli sia interni che delle autorità preposte eseguiti sull’impianto”, si legge in una nota odierna pervenuta da Bari.

“Giova ricordare che il depuratore di Gallipoli (che serve anche i paesi di Alezio, Sannicola e Tuglie, ndr) rappresenta una eccellenza nel panorama del comparto depurativo. L’intera portata delle acque è, altresì, sottoposta a trattamenti di affinamento per il riutilizzo in agricoltura”.

Il presidente di Aqp Prende la parola anche il presidente dell’Acquedotto, Simeone Di Cagno Abbrescia: “Siamo fortemente impegnata a garantire un livello di depurazione adeguato ai territori serviti. Teniamo alle nostre comunità, ai nostri mari; a Gallipoli, come su tutte le coste pugliesi, lavoriamo per tutelare la qualità delle acque di balneazione. La depurazione è una risorsa per il territorio, soprattutto grazie al riuso in agricoltura che a Gallipoli è una opportunità reale”.

Nell’impianto è stato installato, come sottolineano da Bari, un sistema di videosorveglianza “che registra costantemente le acque in uscita, uno strumento che garantisce il monitoraggio in tempo reale delle acque”. In più  “a partire da questa settimana, un ulteriore controllo della qualità delle acque è garantito da un sistema informatico dedicato”.

Da dove provengono allora quelle macchie scure? Questa la risposta: “Acquedotto pugliese precisa che le macchie scure che sarebbero state rilevate nei giorni scorsi nello specchio d’acqua di Gallipoli non sono riconducibili al depuratore”.

 

 

 

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