Gallipoli – Altra raffica di ordinanze di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi preesistente, con salate multe in caso di inottemperanza da parte del Comune per irregolarità commesse lungo il litorale cittadino, da Padula bianca litorale nord, alla costa a sud dell’abitato. Coinvolte anche aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

La prima ordinanza di demolizione in località Padula bianca riguarda la società Iride snd di Alezio. Alla società si imputa non solo di non aver smontato al termine della stagione l’Iride beach, ma anche di non aver rispettato precedenti provvedimenti  seguiti agli accertamenti del 17 marzo dell’anno scorso per difformità rispetto ai titoli edilizi ottenuti.

Sul caso Iride era intervenuta anche l’Autorità marittima rilevando “l’occupazione di area demaniale marittima non in concessione, pertanto destinata ad uso pubblico”, procedendo col sequestro preventivo. Con una ulteriore ordinanza del 19 gennaio scorso è stato ingiunto di sgomberare l’area demaniale marittima occupata senza titolo e e di demolire tutte le opere realizzate in assenza o in difformità delle autorizzazioni edilizie.

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Inoltre dall’ultimo sopralluogo sono emerse altre anomalie rispetto al progetto autorizzato per cui, dopo decreti ed ordinanze, arriva quest’ultimo atto datato 21 marzo. Nella ingiunzione si indica di procedere a demolizione e pristino stato di luoghi anche in un’area privata entro 90 giorni. Trascorso questo termine, il bene passerà gratuitamente al patrimonio del Comune. In più, sarà irrogare una sanzione amministrativa pari a 20mila euro (area sotto vincolo paesaggistico).

Poco più vicino al centro urbano, un’altra ordinanza di sgombero e demolizione riguarda Lido Rivabella srl; di Gallipoli il legale rappresentate. Qui i rilievi per una spiaggia libera attrezzata riguardano il mantenimento della struttura oltre i limiti della stagione (31 ottobre). Per la verità, la società aveva una autorizzazione per il mantenimento annuale del lido rilasciata nel 2011, ma era stata però annullata dal Tar e mai impugnata dai diretti interessati nel 2015.

Il tentativo di ricorrere contro tali decisioni del Comune è stato bocciato dal Tar di Lecce lo scorso anno – ottobre 2018 – per cui è stato rigettato anche il ricorso all’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica in esecuzione di una sentenza del Consiglio di Stato del 2012, con contestuale ordinanza di rimozione della struttura balneare (ad oggi, si legge nell’ordinanza, non risulta essere stato proposto appello contro tale sentenza). In attesa delle udienze di merito fissate per il 3 e il 17 aprile, di demolire le opere non rientranti nei progetti approvati, “ripristinando lo stato dei luoghi entro venti giorni”.

Altre due ordinanze – riguardanti i lidi Zeus Beach (società di Taviano) e Banzay Beach (titolari di Gallipoli) – ricalcano più o meno pedissequamente la controversia in atto tra Comune, Soprintendenza, regione e diversi organismi giudicanti su interpretazioni non univoche circa lo smontaggio dei lidi al 31 ottobre a meno che non siamo con autorizzazione annuale.

In entrambi i casi ubicati lungo la litoranea sud, inoltre i vigili urbani hanno riscontrato difformità rispetto alle autorizzazioni concesse; in entrambi i casi la conclusione è l’ingiunzione di demolizione e ripristino dei luoghi entro venti giorni. Nel caso dello Zeus Beach infine l’ordinanza dichiara anche un contenuto finalizzato alla tutela e alla riacquisizione del suolo in mano pubblica.

 

 

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