Dedicate ai “martiri della legalità” le strade finora senza nome della zona industriale di Galatone

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Renata Fonte

Galatone – Strade senza nome intitolate alle vittime della mafia: sono quelle della zona industriale di Galatone. A 37 anni esatti dall’omicidio di Renata Fonte, l’Amministrazione comunale di Galatone ricorda cinque illustri “martiri della legalità”. Saranno il sindaco Flavio Filoni e la presidente del Consiglio Chiara Vainiglia a scoprire le targhe delle arterie dedicate alla Fonte, all’attivista Peppino Impastato, ai parroci don Peppe Diana e don Pino Puglisi e all’imprenditore Libero Grassi.

Insieme a loro ci sarà Viviana Matrangola, la figlia della politica neretina uccisa nel 1984 e la presidente di Assoimprese (sigla che raggruppa le aziende che insistono sull’area) Angela Simone.

Flavio Filoni

«Un momento importante per la nostra comunità. Da anni – fa sapere Filoni – queste vie aspettavano una denominazione, la volontà di intitolarle a coloro che sono state vittime innocenti di mafia rappresenta un momento di rilevante importanza. Da sempre nell’agire quotidiano la figura, l’impegno e la loro vita hanno rappresentato una guida fondamentale per svolgere giornalmente l’attività amministrativa».

Oltre alla cerimonia di domani mattina, in programma alle 19 una diretta sulla pagina Facebook del Comune: all’incontro parteciperanno, oltre alla Matrangola, anche la giudice Antonia Martalò, il fondatore dell’”Opera don Giustino” don Antonio Coluccia, Giovanni Impastato (fratello dell’intellettuale di Cinisi) e Brizio Montinaro, fratello di Antonio, il caposcorta salentino di Giovanni Falcone, morto a Capaci insieme al magistrato.