Decoro e occupazione del suolo pubblico: a Gallipoli torna la polemica sui controlli nel centro storico

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Gallipoli – A stagione estiva anche quest’anno, nonostante il Coronavirus, “felicemente” avviata alla conclusione, la “Città bella” finisce ancora una volta sotto i riflettori dei media: a tenere banco questa volta è la querelle sul decoro del centro storico.

Il problema è il solito di ogni estate quando, troppo spesso, l’occupazione del suolo pubblico va ben oltre l’autorizzato, con tavolini e sedie che “tracimano” lungo le mura davanti a  ristoranti e bar. Ai primi di luglio è accaduto che la Polizia locale sia intervenuta con un sequestro penale di sedie e tavolini allo “Scoglio delle sirene” (all’ora di pranzo, con numerosi avventori intenti a pranzare), con tanto di deferimento all’autorità giudiziaria del ristoratore (poi finito nel nulla).

La protesta dell’Associazione centro storico

Roberto Piro

Essendo rimaste infruttuose tutte le segnalazioni verbali e senza seguito gli incontri con gli amministratori comunali, il 23 luglio scorso il presidente dell’Associazione Centro storico,  Roberto Piro, è intervenuta inviando una pec al sindaco Stefano Minerva, al comandante dei vigili urbani Antonio Morelli e all’Ufficio commercio, chiedendo il loro intervento,  evidenziando le “palesi violazioni” di carattere amministrativo (dall’occupazione abusiva di suolo pubblico alle varie violazioni al codice della strada) con grave rischio per i pedoni, costretti a scendere dal marciapiede, di essere investiti dai mezzi in transito.

Non avendo ricevuto risposte, Piro è tornato alla carica, non solo nei confronti dei vigili, ma stavolta scrivendo anche alla Prefettura e, per conoscenza, anche alla Procura. Solo allora, dunque il 19 agosto, il comandante Morelli risponde spiegando di avere “le mani legate”, essendo il suo operato “sub judice”, e invitandolo al contempo a sporgere formale denuncia-querela dinanzi all’Autorità giudiziaria, svelando così ciò che nel frattempo era accaduto in quel di Lecce il 25 luglio, allorché il magistrato della Procura assegnatario del fascicolo processuale riguardante i fatti dello Scoglio delle Sirene (dr. Luigi Mastroniani, originario del Lazio) aveva chiesto al Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale l’archiviazione del processo  ritenendo l’atteggiamento dello stesso Comandante “molto severo” in relazione ai fatti realmente accaduti e contestati e “di singolare zelo degno di una tipica amministrazione comunale di paesi nordici votata a perseguire ogni minima forma di illegalità diffusa sul territorio…”. Questo (ma a quanto pare anche altro) avrebbe spinto il comandante Morelli (che dopo due anni di incarico lascerà la città a fine settembre), a “gettare la spugna”.

Ma Piro (con la sua associazione da sempre in prima fila nella difesa del decoro del centro storico) rincara la dose: «Non è accettabile che un ufficiale di polizia, seppur deluso dall’altrettanto inaccettabile pronunciamento di un magistrato, dichiari che eventuali controlli possano essere eseguiti solo a seguito di formale denuncia del cittadino e sempre su delega della Procura. Non è accettabile – tuona Piro – il danno al decoro e all’immagine della città, oltre a principi di legalità e giustizia, che da questo atteggiamento è derivato. E non è accettabile altresì nemmeno l’impunità garantita a chi ha violato leggi e regolamenti, facendosene sberleffi».