Danze, canti e recitazione per animare il presepe nel villaggio rupestre di Macurano

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Alessano – Il presepe di Macurano (Alessano), giunto alla sua seconda edizione, si prepara all’ultima apertura dell’anno, che avverrà lunedì 6 gennaio a partire dalle 16.30. I precedenti appuntamenti hanno registrato un notevole successo richiamando un pubblico attratto non solo dal presepe “recitato” ma anche dalla suggestiva ambientazione.

Per la buona riuscita dell’iniziativa hanno collaborato alcune associazioni alessanesi, quali l’Adovos messapica Alessano presieduta da Luca Coppola, i Leones presieduta Antonio Massaro e il gruppo giovani parrocchiale con la collaborazione e il contributo dell’Amministrazione comunale, della fondazione don Tonino Bello, della Pro loco di Alessano.

Un intreccio di fede, civiltà contadina e significati

Presepe vivente musical La nascita di Gesù viene qui raccontata attraverso la danza, il canto e la recitazione per riproporre scene di vita familiare e lavorativa delle comunità contadine. Sapori, tradizioni e artigianato si intrecciano sullo sfondo dell’insediamento rurale più importante del Salento.

Un percorso costruito sapientemente, che mette insieme la dimensione catechetica, la storia della civiltà contadina e l’attualizzazione del messaggio del Natale – il commento del Sndaco Francesca Torsello – le arti della musica e della parola si sono perfettamente integrate nella location suggestiva di Macurano”.

Il complesso di Macurano

L’Adovos messapica di Tricase presieduta da Roberto Zocco, ha messo a disposizione la Jolette, una particolare sedia che permette la visita al presepe anche a persone con disabilità.

Il complesso di Macurano è situato alla base della serra di Montesardo (frazione di Alessano) ed è uno dei più importanti villaggi rupestri medioevali dell’Italia meridionale. Si compone di 31 cavità, in parte naturali e in parte artificiali; in cinque di esse sono presenti dei “trappeti” o frantoi e un sistema di canali scavati nella roccia che consentiva il convogliamento delle acque piovane in cisterne per usi agricoli e per l’allevamento.

Per lungo tempo si è ritenuto Macurano come uno dei tanti insediamenti dei monaci italo–greci; le fonti storiche, tuttavia, non lo confermano. Ciò che si conosce, per certo, è che il villaggio fu frequentato dall’età bizantina fino al 1500 circa quando, il feudatario del posto, fece erigere la Cappella di Santo Stefano proprio in prossimità dell’insediamento.