Dalle paure al ritorno riecco “cuore Goran”

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Massimo De BenedettoNARDÒ. «Questo neo non mi piace, ti prenoto una visita per domani»: furono queste le parole di Massimo De Benedetto, responsabile dello staff sanitario dell’“Andrea Pasca”. Poi il controllo; l’esito: tumore. Il rischio di smettere di giocare e il subentro di grandi paure, così, da un attimo all’altro. Accadde in un’amichevole, a Taranto, prima dell’inizio dell’attuale regular season che avrebbe dovuto annoverare Goran Bjelic fra i grandi protagonisti. «Ho sofferto tanto e soffro ancora – ammette il centro montenegrino – nell’arco della mia carriera non ho mai saltato un allenamento, figuriamoci star fermo per diversi mesi». Mesi nei quali Bjelic ha girovagato per gli ospedali d’Italia, sostenendo ben quattro interventi, il più delicato dei quali, a Milano, ha scacciato via i cattivi pensieri. «Mi sento fortunato – aggiunge – in quanto la famiglia granata, Carlo Durante in primis, mi ha sempre supportato. Al presidente devo tutto, non mi ha fatto mai mancare nulla, è un padre per me».

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