Dalle Aquile randagie ai balilla, fino alla libertà: le storie degli Scout raccontate domani nell’oratorio a Nardò

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Don Francesco Martignano

Nardò – Gli scout, le Aquile, le insegne nascoste e la storia: appuntamento su questo tema alle 18 di domani, sabato 25, a Nardò, nell’oratorio “Santa Caterina” di via Pietro Micca, 48, con testimonianze e contributi multimediali, a cura dello scout milanese Emanuele Locatelli, che intratterrà l’uditorio sulla storia delle Aquile randagie.

Così si facevano chiamare gli scout di Milano e Monza prima che una legge del 1927 (l’anno dopo ne seguì una seconda) ne decretasse lo scioglimento nelle città con popolazione inferiore ai 20mila abitanti, obbligando tutte le altre associazioni ad aderire all’Opera nazionale balilla (Onb). In alcune zone del Milanese ci fu chi rifiutò di consegnare le proprie insegne e usando  messaggi cifrati per non farsi scoprire, continuò sino alla caduta del fascismo a tenere campi estivi.

Dopo l’8 settembre 1943, le Aquile Randagie diedero vita all’Oscar (Organizzazione scout collocamento assistenza ricercati), salvando diverse centinaia di perseguitati del regime, aiutati anche ad espatriare in Svizzera (tra questi, il giornalista Indro Montanelli); dopo la caduta del fascismo, si attivarono per mettere al sicuro alcuni dei loro persecutori da vendette e rappresaglie.

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Estote parati Di queste poco conosciute storie parlerà l’ospite Locatelli (foto sotto), storie anche tragiche. Durante il periodo della Resistenza, pubblicarono il giornale clandestino “Estote parati” (dal motto scout “siate pronti”). Anche gli scout pagarono un tributo di sangue alla dittatura: tanti eroici  ragazzi insieme ad alcuni parroci rimasero vittime delle violenze.

Il mondo dello scoutismo, che è andato radicandosi anche in Puglia, presenta oggi una mappa, con centri particolarmente attivi a Casarano, Corsano, Galatone, Gagliano del Capo, Parabita, Porto Cesareo, Racale, Taurisano Taviano, Tricase e Tuglie. Due gruppi se ne trovano a Nardò; quello appartenente alla parrocchia “Santa Maria degli angeli” proprio quest’anno festeggia i 30 anni di attività, come ricorda don Francesco Martignano (di Parabita), parroco a Santa Caterina, un po’ l’anima di questo movimento.

Gli scout salentini sono divisi in due zone: la Lecce adriatica che comprende le diocesi di Lecce e Otranto e la Lecce jonica, con le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca: Massimo Mele è il referente della prima e Emanuela Ariano, di Ugento, la seconda. Assistenti spirituali, infine, sono don Antonio Bottazzo (Nardò) per la diocesi di Nardò-Gallipoli e don Pierluigi Nicolardi (Gagliano del Capo), per quella di Ugento.

 

 

 

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