Lorenzo Ria

Dalla pista di atletica al campo San Giuseppe: alcune perplessità su affidamenti, incarichi e appalti. Dopo essere stato, negli anni della mia giovinezza, consigliere comunale e, appena a 26 anni, Sindaco della mia Taviano (carica che ho poi ricoperto per ben 17 anni), osservo sempre con particolare interesse ciò che riguarda la comunità cittadina. 

Il 30 novembre scorso ho letto sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia un articolo che riguardava il rifacimento del campo sportivo San Giuseppe e ho notato come erroneamente fosse riportata l’immagine della tribuna coperta della pista di atletica di via Serrazzite (forse un lapsus freudiano del giornalista, a voler indicare l’auspicio che i lavori riguardassero quest’altro impianto?).

Ma, sulla vicenda relativa all’impianto di zona Serrazzite, interverrò dettagliatamente nei prossimi giorni.

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Leggendo il “comunicato” mi ha colpito il fatto che il progettista, l’arch. Massimiliano Di Federico, fosse di Bari e ciò mi ha spinto a cercare di comprendere questa scelta, che ho approfondito attraverso la lettura dei relativi atti amministrativi pubblicati sull’albo pretorio online del Comune.

Andiamo con ordine:

Il Comune di Taviano, in data 11 dicembre 2017, alle ore 13,30, decide di partecipare al bando del Coni “Sport e periferie” (pubblicato dal Coni in data 8 novembre), ipotizzando una spesa di circa 600.000,00 euro.

Il giorno stesso si decide per l’affidamento di progettazione dell’impianto con una procedura negoziata, evitando la procedura ad evidenza pubblica. Infatti si stabiliscono 39.990,00 euro come base d’asta (appena 10 euro sotto i 40.000,00, soglia che avrebbe reso obbligatoria la gara pubblica).

Si invitano 3 tecnici laureati, uno di Taviano, l’ing. Gianni De Marco, uno di Casarano, l’ing. Donato Giannuzzi, e uno di Bari, il già citato arch. Massimiliano Di Federico. 

Ai professionisti viene chiesto di fare un’offerta entro meno di 24 ore, ovvero entro mezzogiorno del giorno dopo, 12 dicembre. 

Partecipa solo il tecnico barese.

Alle ore 12,45 del 12 dicembre viene affidato l’incarico e il tecnico sottoscrive la convenzione dopo aver costituito un raggruppamento temporaneo di professionisti con il geom. tavianese Luca Carlino.

Il 14 dicembre la Giunta approva il progetto, che – a distanza di appena 48 ore – prevede una notevole lievitazione dei costi, che passano da circa 600.000 euro a ben 910.000,00, con la conseguenza che anche il costo dei servizi supera la soglia di 40.000 euro che, come già detto, era il presupposto per poter affidare un incarico senza procedura aperta. 

Alcune perplessità:

Come mai si affidano servizi tecnici rimanendo sotto la soglia dei 40.000,00 euro per solo 10,00 euro (la base d’asta per l’affidamento è stata fissata a 39.990,00 euro!)? 

Come viene individuato il tecnico di Bari nei pochi minuti che intercorrono dall’atto di indirizzo all’invio degli inviti?

Come mai, pur potendo invitare in una procedura negoziata un maggior numero di tecnici, i tecnici tavianesi sono esclusi dalla partecipazione per un impianto che ha anche un alto valore simbolico per la città? È stato invitato a partecipare, infatti, solo un professionista di Taviano, che però non ha formulato alcuna offerta. E come mai l’ingegnere tavianese ha deciso di non partecipare?

E perché non ha partecipato il tecnico di Casarano, che pure è un professionista di comprovata esperienza?

Come mai si invita un tecnico di Bari, che poi risulta l’unico partecipante alla gara? E lo stesso come individua il geometra di Taviano da inserire nel raggruppamento? E da quanto tempo intrattiene rapporti con quest’ultimo?

Come può questo tecnico di Bari, in meno di 48 ore, essere invitato per una procedura negoziata, parteciparvi, individuare e formare un raggruppamento di professionisti con altri tecnici a 200km di distanza, partecipare alla gara, vincerla, firmare la convenzione ed elaborare ben 50 tavole tecniche?

Come mai i costi lievitano di 300.000,00 euro rispetto agli importi previsti nell’atto di indirizzo della Giunta? Chi ha dato indicazioni perché fossero portati a oltre 900.000?

E la Giunta come può approvare a soli 3 giorni – 72 ore – dall’atto di indirizzo, l’intero progetto e tutti i relativi adempimenti (gara, affidamento e progetto definitivo di 50 tavole tecniche)?

Pur apprezzando la partecipazione ai bandi, che è sempre utile per la città, restano queste mie osservazioni sulle procedure di partecipazione e affidamento, trattandosi di notevoli somme economiche e di vari interessi in gioco. 

Spero che restino perplessità e mere coincidenze.

Lorenzo Ria (Taviano)

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