Dall’1 gennaio sono vietate le plastiche monuso: addio a forchette, coltelli, piatti, cannucce. Ne vanno di mezzo ambiente e salute

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Finalmente addio a forchette, coltelli, cucchiai, bacchette, piatti, cannucce, contenitori per alimenti, bastoncini cotonati e molti altri prodotti “usa e getta”. Il divieto è previsto dalla direttiva Ue 2019/904 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

Nessuno ne parla. Questa importante e storica decisione dell’Unione Europea e del nostro Paese è diventata esecutiva tra l’indifferenza dei mass media e dei nostri rappresentanti politici e istituzionali a tutti i livelli .

 Il “ male assoluto“, cioè la plastica,  è una delle  principali cause dell’inquinamento ambientale che oltre ad alimentare la diffusione dei contagi virali con l’aumento delle  concentrazioni di particolato atmosferico, costituisce un efficace vettore per il trasporto, la diffusione e la proliferazione delle infezioni virali e quindi del Coronavirus.

Pantaleone Pagliula

Solo nel 2019 la produzione, l’incenerimento e lo smaltimento della plastica nel mondo hanno aggiunto nell’atmosfera più di 850 milioni di tonnellate di CO2 che è pari all’inquinamento di 189 nuove centrali  a carbone  da 500MW. L’Italia è il secondo produttore di rifiuti plastici nel Mediterraneo e in questo mare “chiuso“ vengono riversate ogni anno  570mila tonnellate di plastica .

Ognuno di noi continua a usare per pochi minuti ogni anno quasi due chili di oggetti di platica monouso che poi rimangono nell’ambiente per oltre 50 anni. Inoltre in questo triste periodo che stiamo vivendo, la plastica viene prodotta a dismisura per la produzione dei dispositivi di protezione anti-contagio (mascherine, visiere, guanti, ecc. )  utilizzati per combattere il Covid 19 , che purtroppo non vengono opportunamente gettati nei contenitori per la raccolta indifferenziata e ancora sono abbandonati  ovunque.

Questi materiali  rischiano di finire direttamente nelle discariche e in mare, contribuendo a danneggiare  in modo irreversibile il nostro ecosistema. Nel bel mezzo di una crisi sanitaria non è  tollerabile che molti cittadini si lascino ancora  andare a comportamenti incivili e inaccettabili e che non ci sia una opportuna campagna di prevenzione, informazione e sensibilizzazione  per ridurre l’uso dei prodotti di plastica contemplati dalla direttiva dell’Unione Europea

Cambiare le nostre abitudini di consumo e il nostro stile di vita: piccoli e semplici passi per tutelare il nostro ambiente e combattere il Coronavirus.

Pantaleone Pagliula – Nardò

(Nelle foto l’ingegnere studioso ambientalista Pagliula, il “mangiaplastica” di Legambiente e parte del “pescato” di un peschereccio)