Dal “villaggio” della Lilt ad Alezio la dichiarazione d’amore per questa terra, “da bonificare al più presto”. L’esempio di 22 aziende a km0

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Alezio – Un villaggio della Lilt, ecco cosa è stata la serata del 6 agosto scorso nel parco don Tonino Bello di Alezio. Tra tante aziende con produzioni a km0, le musiche di Mino De Santis e i Together, gli stand informativi e quelli delle degustazioni, gli incontri ravvicinati e gli scambi di auguri per le vacanze, si è dipanato il filo conduttore dell’evento: la lotta ai tumori, il contributo che può venire dai terreni avvelenati da bonificare.

Tessuto da Pino Della Rocca (di Gallipoli) l’evento è stato finalizzato ad informare, rendere consapevoli e stimolare impegni per obiettivi concreti, in diretta con i dirigenti della Lega per la lotta contro i tumori, dalla presidente Marianna Burlando al veterano e fondatore Giuseppe Serravezza (di Casarano), al responsabile del progetto Geneo targato Lilt, Carmine Cerullo, che indaga sui territori salentini a più alto rischio.

“E’ stata una serata incentrata su “Responsabilità e buone prassi” nelle arti, nella scienza e nella cultura – il commento della presidente burlando – e la manifestazione ha infatti presentato talune eccellenze dell’imprenditorialità alimentare locale – contraddistinte da saperi, importanza della tradizione valorizzata dalla innovazione sostenibile”.

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Malattia e ambiente Per l’occasione è stato fatto il punto sulla ricerca scientifica indipendente che è a caccia delle cause delle malattie a forte determinazione ambientale, contenuti negli studi del nascente Centro Ilma Lilt (sulla Provinciale Alezio-Gallipoli) che da alcuni anni sta portando avanti sulla matrice del suolo e del sottosuolo salentino (indagati oltre 50 Comuni della provincia)”.

“I volontari Lilt da oltre 20 anni operano per aumentare la sensibilità delle Istituzioni e della collettività sulle determinanti della prevenzione primaria per la salute – prosegue la dottoressa Burlando – che passano, prioritariamente, per l’integrità ambientale. Un territorio sano è la prima prerogativa per abbattere l’incidenza di malattie negli organismi, siano piante, animali, individui. Un primato negativo segna, pesantemente, la realtà epidiologica del Salento leccese”.

Mangiare bene, mangiare garantito e stare bene è stato uno dei temi messo in mosta nel “villaggio” da 22 realtà agricole della provincia, presenti ed orgogliose delle proprie scelte e produzioni e in grado di spiegarne i pregi salutari.

Testimonianze di alcuni produttori Ne hanno parlato, stimolate dal direttore di piazzasalento.it Fernando D’Aprile, più nei particolari l’azienda “In mare” di Gallipoli-Torre Suda, che di recente ha ricevuto un altro prestigioso riconoscimento circa le tecniche di allevamento a salvaguardia della salute dei pesci e dei consumatori (presidente Aldo Reho); la ‘Uovo perfetto” di Cutrofiano, di Giulio Apollonio e Maira Greco, che allunga la vita alle galline destinate al macello con una produizione ruspante, degna di attenzioni anche da Unisalento: ai  progetti “patate di qualità” e Dop  e “Resilienza” con al centro la cooperativa agricola “Acli” di Racale presieduta da enzo Manni.

Notevole la voglia di condividere da parte di quanti di una idea da realizzare in questa terra ne hanno fatto un progetto e infine una realizzazione. Alla prossima occasione ci sarà spazio anche per loro: agriturismo Piccapane di Cutrofiano (alimenti); Agricoltura Aparo di Collepasso (miele); associazione di promozione sociale Marina Serra di Tricase (conserve e prodotti da forno); aziena Agrosì di Supersano (olio); azienda La Corte di Parabita (ortaggi e legumi); azienda La Pezza di Claudia Borrello di Salve (olio e marmellate); azienda Losavio di Tuglie (ortaggi e legumi).

Nutrito l’elenco Ecco poi l’azienda Piedi grandi di Spongano (zafferano); Nerò di Zollino (zafferano); Calò e Monte di Zollino (zuppa di legumi); Cantina Supersanum di Supersano (vini); caseificio Sciacuddridi Cutrofiano (formaggi); Cosimo Tornesello di Alezio (miele); El Barrio verde di Alezio (bevande); associazione Diritti a Sud di Nardò (ortaggi); Gianni Calò di Tuglie (miniature in pietra); Orti di Peppe di Giuseppe Battocchio di Tricase (ortagi, legumi e prodotti da forno); Oleificio Agro di Surbo); Vivere la canapa di Vaste di Poggiardo (conserve, formaggi e birra).

(foto di Lorenzo Milano)

 

 

 

 

 

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