Dal “Parco culturale ecclesiale” nuove opportunità per i giovani della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. Diciotto Comuni firmano il protocollo con l’Anci

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Alessano – Importante traguardo per la fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca-De Finibus Terrae”, che il 22 marzo scorso ha sottoscritto con Anci Puglia (Associazione nazionale dei comuni italiani) un protocollo per la promozione dei percorsi di cittadinanza attiva.

L’accordo è stato siglato nell’auditorium “Benedetto XVI” di Alessano dal presidente della fondazione don Stefano Ancora (parroco a Ugento) e dal vicepresidente di Anci Puglia, nonché sindaco di Casarano, Gianni Stefàno, alla presenza del vescovo mons. Vito Angiuli e dei 18 sindaci della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

«Si potranno ora promuovere campagne di informazione, non solo in ambito locale e nazionale, ma anche internazionale – fanno sapere gli organizzatori- sul tema della pace, della cooperazione tra i popoli, del rispetto e della tutela dei diritti irrinunciabili dell’uomo. La collaborazione con l’Anci servirà a rafforzare politiche culturali nuove tra popoli e etnie diversi, coinvolgendo le comunità di cittadini stranieri e le minoranze in genere, al fine di favorire la crescita di una società più aperta e inclusiva».

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Grazie alla convenzione stipulata, i comuni e le città metropolitane pugliesi potranno ora chiedere di essere inserite nel coordinamento delle “Città per la pace nel Mediterraneo”: e non è cosa da poco, visti i risultati più che positivi delle edizioni passate, con tanti giovani provenienti da ogni angolo della terra ospiti della fondazione Parco culturale ecclesiale di Alessano, per sottoscrivere, a metà agosto di ogni anno, la “Carta di Leuca”, preceduta dalla marcia notturna (da Alessano a Leuca) meglio conosciuta, in ricordo di don Tonino Bello, con il nome “verso una marcia di pace”.

Il presidente della fondazione don Ancora non nasconde la viva soddisfazione per i risvolti positivi che si aprono ora, specie in favore dei tanti giovani disoccupati. «Il protocollo con Anci si inserisce nel cammino della costruzione di una rete di dialogo con le istituzioni civili, al fine di promuovere i beni culturali e spirituali del nostro territorio, così ricco di fede e di cultura cristiana, favorendo così la presenza sempre più qualificata di pellegrini e turisti. Ciò implica –conclude don Stefano- anche un risvolto sul piano economico e occupazionale soprattutto per i giovani».

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