Dagli scavi di Vaste (Poggiardo), scoperta un’antichissima forma di leucemia

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Operazioni di studio nel laboratorio di Archeologia classica

Vaste (Poggiardo) – Quando l’archeologia “invade” il campo della medicina e allarga l’orizzonte delle conoscenze sullo stato di salute dei nostri antenati: dall’analisi di uno scheletro di uomo adulto di 40-50 anni, ritrovato nel complesso paleocristiano di Fondo Giuliano a Vaste di Poggiardo, è venuta fuori una delle più antiche evidenze di leucemia in Italia.

Giorgia Tulumello

Lo testimoniano piccolissime aree di lesione diffuse su vertebre, coste, cinto scapolare e ossa lunghe compatibili con una forma di leucemia, come documentato in uno studio condotto dalla dottoressa Giorgia Tulumello, all’interno di un lavoro per il dottorato di ricerca in “Scienze del patrimonio culturale” all’Università del Salento.

L’attenzione del mondo scientifico internazionale

La scoperta è avvenuta nel contesto delle ricerche archeologiche, dirette dal professore Giovanni Mastronuzzi del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento su concessione del MiBACT. Una scoperta che ha suscitato grande interesse nel mondo scientifico internazionale, tanto che la rivista “The Lancet – Oncology” ne ha scritto nel fascicolo di dicembre.

Il lavoro di ricerca, condotto in collaborazione con la divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa (referenti la professoressa Valentina Giuffra e la dottoressa Simona Minozzi), “ha consentito – spiega il prof. Mastronuzzi – di sviluppare una linea di indagine connessa alla salute della popolazione di Vaste e al riconoscimento di malattie che lasciano tracce sull’apparato scheletrico. La scoperta in questione è stata possibile con il supporto della dottoressa Giulia Riccomi”.

La possibile diagnosi di leucemia è stata supportata dall’analisi istologica condotta dalle dottoresse Marisa Falduto e Ivana G. Verboso dell’Ospedale Papardo di Messina –  Dipartimento di Oncoematologia, e da quella al microscopio elettronico a scansione condotta dalle professoresse Alessandra Genga e Tiziana Siciliano dell’UniSalento.

Gli scavi di Vaste

Nell’area, il complesso paleocristiano di Fondo Giuliano, in una zona di campagna a 2 km circa a Nord Est dell’abitato di Vaste, non lontano dalla chiesa rupestre dei Santi Stefani, è attivo dal 1991 il laboratorio di archeologia classica di UniSalento, diretto dapprima dal prof. Francesco D’Andria, successivamente dal prof. Mastronuzzi.

Il prof. Giovanni Mastronuzzi

Gli scavi hanno riportato alla luce una chiesa edificata nella seconda metà del IV secolo e all’esterno una necropoli, caratterizzata “da una serie di sepolture scavate nella roccia munite di una copertura monolitica dalla caratteristica forma a doppio spiovente”.

Il sito di Vaste offre un contesto straordinario, quasi unico al mondo, – spiega il prof. Mastronuzzi – per la consistenza numerica delle attestazioni, per lo stato di conservazione dei resti e per le modalità rigorose con cui si è svolto lo scavo archeologico. In generale, le osservazioni sull’assetto del cimitero, sui resti scheletrici e sui manufatti che accompagnavano la deposizione dei defunti restituiscono l’immagine di una popolazione longeva e in buono stato di salute”.