Dagli Jonics ai Killers group (e altri ancora): in un libro l’epopea dei gruppi musicali anni ’60 a Gallipoli e dintorni

1778
I Killers group nel 1971 (da sx in alto Fernando Selvaggio, Tonino Cataldi, Fernando D’Aprile, Renato Imbriani, Enzo Magagnino

Gallipoli – “L’età dei complessi musicali – Le band degli anni sessanta a Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie” è il titolo dell’ultimo lavoro di Cosimo Perrone che verrà presentato martedì 29 settembre, alle 19, presso la Rotonda del Lido San Giovanni a Gallipoli.

Promosso dall’associazione culturale “Amici della musica”, l’evento è patrocinato dal Comune di Gallipoli. Dopo i saluti del sindaco Stefano Minerva e di Nico Mauro (direttore artistico dell’associazione “Amici della musica”) il libro sarà presentato dal redattore capo del Nuovo Quotidiano di Puglia Renato Moro: modera la serata la giornalista Antonella Margarito.

Il libro

Cosimo Perrone

Il libro (136 pagine, stampato l’agosto scorso presso la tipografia “CMYK” di Fabrizio Corsano) è ricchissimo di notazioni e di foto d’epoca, e ricostruisce uno spaccato di vita (quello segnato dai Beatles, e in Italia da Dik Dik, Pooh,  Equipe 84, Camaleonti, Cugini di Campagna e altri.

«Negli stessi anni anche a Gallipoli e dintorni  – come si legge nella prefazione del libro – sono fiorite decine di complessi musicali: cosa ne è stato di loro? Come le mitiche raccolte di figurine Panini – afferma l’autore – questo libro è un album fotografico da sfogliare, in cui riscoprire i protagonisti dei mitici anni sessanta, le loro storie, i complessi che hanno formato a Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie. In questo libro rivive la nostra storia di allora».

Sfogliando il libro s’incontrano, infatti, tanti giovani di belle speranze che, suonando o cantando (poco importa), hanno sognato loro per primi e poi hanno fatto sognare anche altrettante coppie di giovani (oggi perlopiù 70enni) che ballavano il lento (ovvero il “ballo della mattonella”, che poi spianava la strada ai  primi innamoramenti) o ci si scatenava in sala coi twist e gli sheik.

I “miti” gallipolini

Tra i miti gallipolini di allora, che timidamente, dopo il Concilio Vaticano II,  cominciavano ad esibirsi anche  in chiesa con le prime Messe “beat” (indicati nel libro, tra tutti, Vicè Gatto (alla batteria), Franco Mauro (alla tastiera) e i compianti Gigi Mauro (voce solista) e Pippi Zacchino (cantante e chitarrista), non può sfuggire certamente Giorgio Zullino (anch’egli prematuramente scomparso),  e poi “Gino (Gino Sebaste) e i Diavoli”,  “I Becchini”, gli “Jonics”, “I Baroni”, i “Wanted”, i “Predoni”, gli “Idols”, i “Rocks”, i “New Shadows”, i “Rubacuori”, gli “Angeli Infernali”, i “Tropical”;  i “The Rovers” di Nello Marti (oggi affermato produttore televisivo) a Sannicola, e i “Docili” a Tuglie.

Anche Alezio ha scritto pagine importanti, in quel periodo, riempiendo non solo spartiti musicali. Non possono passare inosservati infatti (è sempre il libro di Perrone a ricordarlo) i “Killers Group”, con Tonino Cataldi (come voce solista), Salvatore Gianfreda (chitarra ritmica), Mario Seclì (sax) e  Ezio Magagnino (alla batteria). E ancora insieme, ma a condividere ben altra passione, gli altri componenti del gruppo: Renato Imbriani (alla chitarra solista e poi affermato industriale in Lombardia) e Fernando d’Aprile (al basso, una vita spesa nel giornalismo): oggi editore di Piazzasalento il primo e direttore responsabile, il secondo, entrambi cofondatori della suddetta testata  giornalistica.

L’autore

Esperto della materia, e profondo conoscitore della storia e delle tradizioni locali, Perrone (che ha collaborato per alcuni anni con Piazzasalento) non è alla sua prima esperienza letteraria: sono circa 15 infatti i libri che portano la sua firma, tra cui, oltre a quello appena finito di stampare, anche “Notte te ‘macarie” (1988), “Riti e manifestazioni di culto a Gallipoli” (2003), “Il Monumento ai  Caduti di Gallipoli” (2004).