Da una scatola magica ai festival internazionali: quella prepotente passione di Dario bambino, oggi mago

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 Maglie – Dal 28 febbraio al 5 marzo è andato in scena al teatro Vittoria di Roma lo spettacolo “La Stanza Magica” che ha registrato grande affluenza al botteghino e recensioni entusiaste su riviste e giornali della Capitale. Protagonista  Magic Dorian, al secolo Dario Galati, classe 86, di Maglie, ultimo di cinque figli e con una particolare passione nutrita fin da piccolo.

Come nasce un “mago” Probabilmente bisogna fare sempre attenzione ai segni che spesso anticipano gli eventi futuri. Tutto cominciò con un regalo da parte di Paul, un amico francese che a Dario bambino  mostrò i primi giochi “magici” invitandolo a replicarli e che per la prima Comunione gli regalò un piccolo kit di magia, la “scatola magica”.  «Ricordo con nostalgia – ora dice – anche quando mio papà mi portò al circo e per la prima volta vidi un illusionista…dopo la sua esibizione gli altri artisti quasi non ebbero importanza, fui completamente ammaliato e mi rimase talmente impresso nella mente da non riuscire più a pensare ad altro!» Tappa settimanale era l’edicola Falconieri che tanti magliesi ricordano con nostalgia: lì Dario comprava Topolino su cui seguiva una rubrica ”magica” e altri giornaletti del settore.

Gli incontri decisivi  Poi arrivarono altri incontri che lo convinsero a scegliere la strada dell’illusionismo e a farne addirittura proprio una professione:  il mago Cripton (al secolo Nicola Maurantonio) in una esibizione in  Villa Tamborino durante l’Estate Magliese; piccole esibizioni all’interno delle attività elettive del liceo sperimentale al Capece; l’incontro con Vincenzo Badini, del quale divenne assistente e allievo, quello con il  mago Charlie e Michele Tarantino con i quali approfondì l’arte magica. Subito dopo gli esami di maturità linguistica si trasferì a Milano per frequentare il Club magico Italiano e  ci furono varie partecipazioni a concorsi e Gala a livello nazionale.

A Roma il successo  Da sei anni risiede a Roma: «Qui – racconta – mi sono inserito nell’ambiente magico come insegnante del Club magico italiano (Cmi – Lamberto Desideri) e come performer per eventi privati e festival magici in tutto il Paese. Dopo aver portato in scena una versione embrionale del mio spettacolo “la Stanza Magica” al Teatro Vittoria di Roma nel 2015, sono stato scelto tra i protagonisti della “Gang of magic”, un varietà di illusionismo e prestidigitazione in cui si esibivano i migliori prestigiatori emergenti del panorama nazionale e che ha portato il suo show in scena per circa 3 anni in contesti teatrali e di intrattenimento fra i più noti nel panorama del centro Italia».

Ecco infine l’ultimo periodo: ha partecipato alla serata di Gala del Trofeo Arsenio (concorso per prestigiatori a livello nazionale) presso il Teatro Greco di Roma (un estratto dello stesso spettacolo sarà presentato al concorso Victor Bali, nel contesto delle manifestazioni dell’ evento Masters of magic di Saint Vincent, dove si esibiranno i migliori prestigiatori Italiani). Poi lo spettacolo della prima settimana di marzo al teatro Vittoria “rivisto e corretto dalla regista Virginia Alessandri  mia compagna sulla scena e nella vita, che ne ha curato sia i testi che la messa in scena con particolare gusto ed attenzione, impreziosito dalla presenza della danzatrice e coreografa Tatiana Colilli e dall’attore ed assistente alla regia Enzo Musmanno”.

Servizio fotografico su Vogue  Arriva sulla stampa patinata perché l’edizione italiana di Vogue gli dedica un servizio fotografico ed un articolo. Intanto perfeziona il suo personaggio Dorian che è in continua evoluzione “però gli riconosco – conclude il mago – caratteristiche che lo connotano fortemente nell’ambito della magia italiana: uno stile classico, composto da virtuosismi tratti dalle migliori ispirazioni d’époque, un outfit vintage (o retrò, come piace dire a me) di mera ispirazione vittoriana e con connotazioni  tipicamente fin de siècle come quelle dei grandi del passato quali Chabernot, Bustelli e Sitta, pilastri indiscussi della magia italiana”.

E dire che tutto cominciò con una piccola “scatola magica”.