Da Torre faro a Ecomuseo: passata al Comune di Ugento, parte il recupero con mezzo milione di euro. La gestione? Pubblica o privata

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Massimo Lecci

Ugento – Il progetto definitivo sta per arrivare ma la data storica è ormai e finalmente alle spalle, se si considera che la prima istanza al ministero per i beni culturali risale al giugno del 2016: la torre – faro di San Giovanni è dal 20 luglio di proprietà del Comune. Ne farà un Ecomuseo del porto nella terra dei due mari.

Nel lasso di tempo intercorso tra la richiesta della cessione del bene e gli ultimi passi, l’Amministrazione del Sindaco Massimo Lecci ha preparato gran parte del contesto,  dalla elaborazione del programma di valorizzazione della altrimenti detta “Torre Carlo V”,  alla partecipazione al progetto Interreg Italia – Grecia “Cohen – Coastal Heritage Network”, da cui ha ottenuto un finanziamento di 458mila euro da destinare prevalentemente al restauro dell’immobile.

Come dire che la torre – faro risalente al 1565 nella frazione marina di Ugento, nell’arco di alcuni secoli, è passata dall’essere un presidio di avvistamento del circuito difensivo costiero del XVI secolo ad una rete che valorizza non solo la cooperazione Italia – Grecia, ma anche il patrimonio di manufatti storici. Del network di marca Ue fanno infatti parte i Comuni di Vieste, Margherita di Savoia, Molfetta, Bari, Otranto e, appunto, Ugento.

Gli obiettivi dell’Ecomuseo

Cosa diventerà l’immobile edificato e destinato a scopi militari? “L’Ecomuseo – si legge nello schema di accordo alla base del passaggio del bene – si occuperà conservare e tutelare il patrimonio naturale e culturale di un determinato territorio per alimentarne il valore, ricomporre la memoria e proiettarsi nel futuro”.

Più in particolare si prevede il restauro e il recupero conservativo della torre; l’adeguamento degli impianti e degli spazi per la piena accessibilità al bene; adeguamento degli spazi per la fruizione pubblica; il piano di gestione.

Finalità turistico-economiche

A proposito di quest’ultimo punto, il Comune di Ugento potrà gestire in prima persona il complesso oppure si potrà avvalere di operatori economici o associazioni e gruppi no profit, oppure “assegnando spazi e funzioni anche di carattere commerciale e/o turistico a soggetti terzi”, impiegando i relativi proventi nella conservazione del bene.

Dalla cartografia del Regno di Napoli si ricava che nel 1563 l’Universtà di Ugento aveva anticipato le somme necessarie alla costruzione della torre, il cui completamento si effettuava due anni dopo. Da altre fonti si stabilisce che l’entrata in funzione risale al 1569 ed ra finalizzata al controllo delle invazioni dei turchi lungo il litorale jonico.

Prezioso punto di segnalazione delle secche 

Gli invasori della Mezza luna erano giunti in una di quelle scorrerie ad incendiare la scala che conduceva all’accesso alla struttura. Per rifarla, la popolazione venne tassata per 380 ducati. Attualmente la torre – faro fa parte del sistema di fari per la sicurezza della navigazione, tra i più importanti del Capo di Leuca a causa delle tristemente note secche, segnalate con una luce rossa.