Da Leuca e Compostela: il filo che unisce i santuari “finisterrae” nel primo convegno del Patto di amicizia. Tra fede, cultura e turismo

Coinvolti anche i luoghi di culto di Monte Sant'Angelo e San Nicola

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Leuca (Castrignano del Capo) – Il primo segno concreto di un “Patto di amicizia” curato a lungo e ufficializzato di recente potrebbe essere un convegno a Leuca sui santuari di Santiago di Compostela, Spagna, e di Santa Maria di Leuca, entrambi ai punti estremi di un percorso ricco di storia, religiosità, cultura ed uniti dalla caratteristica di essere “alla fine della terra”.

In Vescovado non ci si sbilancia ancora: “Siamo in una fase di programmazione, per ora non c’è nulla di definito”, dicono. È invece chiaro e stabilito l’obiettivo multiplo a cui mira il patto sottoscritto anche dal vescovo della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, insieme al rettore del santuario di Monte Sant’Angelo, dal priore della comunità domenicana di Bari, e da don Stefano Ancora della Fondazione Terre del Capo di Leuca.

Sul versante laico ecco le firme dei Sindaci di Bari e Monte S. Angelo, del fondatore e presidente del Centro di studi compostellani di Perugia, del direttore degli Studi umanistici dell’Università di Bari, della direttrice del Centro di studi micaelici e garganici e del suo fondatore.

Flussi ininterrotti di pellegrini si sono snodati tra Santiago de Compostela, sull’Oceano atlantico, e perciò “finisterre”, e Santa Maria di Leuca, “de finibus terrae” là dove si apre il Mediterraneo, passando per Monte Sant’Angelo, San Nicola di Bari e in epoche diverse anche San Matteo a San Marco in Lamis, e San Pio a San Giovanni Rotondo.

Monsignor Vito Angiuli

Nella fitta rete di luoghi di culto, in tanti hanno trovato ospitalità, accoglienza, cure e si sono verificati contatti ravvicinati tra Paesi diversi, dalla Francia ai Paesi anglosassoni, dalla Russia alla Grecia ed ai Paesi slavi, insomma tanta parte dell’Europa.

Su questo sentire comune fatto di devozione popolare, spiritualità, arte si è deciso di investire con iniziative “in campo culturale e religioso, per promuovere i rapporti tra città e santuari lontani”, per “un maggiore sviluppo economico, ma anche per la promozione di nuove amicizie e solidarietà”.

Il punto terminale di un lungo itinerario di fede che attraversa la Puglia e arriva dall’altra parte della Spagna è rappresentato così da Leuca, che collaborerà e favorirà la nascita di occasioni di incontro e di confronto tra i vari santuari, con corsi, convegni e seminari a corredo, compresa la “conoscenza dei santuari – come si legge nel Patto di amicizia – della rete viaria e dei cammini che, nel corso della storia, li hanno collegati e che vanno incentivati per dar vita ad un turismo fondato sulla storia e sul sentimento religioso”.

I promotori concludono il documento fondativo con un invito: “Il presente Patto di amicizia è da ritenere aperto ad autorità civili ed ecclesiastiche e a rappresentanti del mondo della cultura che lo volessero condividere”.