Cutrofiano: la tradizione del “Santu Lazzaro” batte la quarantena da Coronavirus e arriva nelle case grazie a YouTube

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Cutrofiano – La forza delle tradizioni si misura quando ci sono ostacoli che ne impediscono il normale svolgimento. È il caso dell’antico rito del “Santu Lazzaro” cantato a Cutrofiano per le strade del paese da gruppi di musicisti e cantori.

Le difficoltà attuali e la scelta responsabile di restare a casa non hanno scoraggiato quanti hanno a cuore l’antica tradizione.

L’aiuto delle  nuove tecnologie

Se i cantori non possono raggiungere fisicamente le case e le masserie del paese cantando della Passione di Cristo e invitando alla solidarietà, secondo un rito molto amato e rinnovato soprattutto nei centri della fascia ionica, ci pensa un video caricato su Youtube.

Si tratta di un’iniziativa della compagnia Melegari, che ha realizzato il video “Santu Lazzaru  Cutrofiano in emergenza”, come spiega il leader del gruppo Antonio Melegari:«Quest’anno, per via dell’emergenza del Covid-19, la nostra compagnia non poteva uscire tra le case la notte per portare “Lu Santu Lazzaru” alle varie famiglie che ogni anno ci aspettano; allora abbiamo voluto raggiungerle comunque, virtualmente. Abbiamo suonato lontani e, grazie alla pazienza di Agostino Cesari, siamo riusciti a metterci insieme creando un video pubblicato su YouTube».

I protagonisti del video sono Melegari, voce alta; Andrea Stefanizzi, voce bassa; Alessandro Botrugno, controcanto; Matteo Coppola, rullante; Riccardo Giannotta, forbici a sonagli; Alessio Giannotta, tamburo; Agostino Cesari, chitarra acustica; Diego Vergari, sax; Totò Cavalera, mandolino; Vittorio Chittano, fisarmonica; Michele Bianco, fisarmonica;  Gianmichele De Filippo, bombardino; Giacomo Casciaro, chitarra classica; Francesco De Donatis, cupa cupa; Paolo Cavalera, tamburo; Luigi Marra, violino.

I protagonisti de Lu Santu Lazzaru

La tradizione si rinnova 

Così “Lu Santu Lazzaru”, canto di questua che si diffondeva nelle strade del paese la settimana prima della Domenica delle Palme, che racconta nella prima parte le vicende della passione di Cristo e nella seconda invita alla solidarietà, potrà ancora una volta essere ascoltato da tutte le famiglie che lo vorranno.

Praticamente e paradossalmente quest’anno potrebbero essere raggiunte più famiglie del solito, perché basterà affidarsi a YouTube. Nell’edizione odierna del canto non mancano i riferimenti alla situazione che si sta vivendo: “Nui preamu Santa Maria cu spiccia prestu sta Pandemia”; “Prestu cu passane sti brutti tiempi cu ni ‘mbrazzamu felici e cuntenti”; “Puru de Casa vu lu cantamu Na Bona Pasqua vi auguriamo”.

Quest’anno un “panaru” a sostegno dell’ospedale “Vito Fazzi”

La tradizione vuole che, dopo il canto davanti alle porte delle abitazioni, ai suonatori accolti venga offerto da bere e da mangiare, e siano donati generi alimentari da regalare a chi ha più bisogno.

Quello che viene raccolto nel “panaru” viene quindi devoluto in beneficenza. In questo difficile 2020, anche il panaru è particolare: si può contribuire all’iniziativa del Nuovo Quotidiano di Puglia per emergenza Coronavirus con una donazione sull’Iban IT 69 P 03087 03200  CC0100061041  – Causale: Santu Lazzaru per il Vito Fazzi.

Flashmob sonori

L’appello del Nuovo Quotidiano di Puglia è stato accolto anche da Li Ucci Festival, che dal 16 al 26 marzo ha promosso un flashmob sonoro.

Inoltre, l’associazione culturale Sud Ethnic, per continuare il percorso della “Rassegna di Santu Lazzaru” che dal 1991 porta avanti in collaborazione con il Comune di Cutrofiano, ha creato una rassegna di Canti di Passione e Santu Lazzaru in flashmob: dai balconi e dalle terrazze di Cutrofiano dal 30 marzo al 4 Aprile alle ore 20, tanti cittadini cutrofianesi, sincronizzati tra loro, manderanno in diffusione per tutto il paese i canti che si sarebbero dovuti eseguire, come da tradizione, il sabato che precede la Domenica delle Palme.