Cronache dell’anima intessute di umanità: l’ultimo libro-ricerca di Ennio Ciriolo

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Racale – E’ appena uscito dalla tipografia “Cronache dell’anima. Disposizioni pro anima, notariato e mediazione salvifica della Chiesa” (Congedo Editore, 2019), successivo ad un altro pregevole testo dell’autore (Il Basso Salento tra Medioevo e Primo ‘900, Congedo Editore, 2016).

Anche con questa nuova pubblicazione Ennio Ciriolo ha voluto – ed ha saputo – offrire anche ad “altri” un vasto repertorio di sapiente narrazione e di fervida testimonianza. In particolare, è “Cronache dell’Anima” a sorprendere per la sua ampiezza di “vedute” (e, conseguentemente, per la varietà di “letture” ed affacci sulla realtà socio-politica, ma anche religiosa, spirituale, psicologica… praticamente su cultura ed umanità a tutto tondo!) delle popolazioni che nei secoli ci hanno preceduto.

Ennio Ciriolo, già dirigente scolastico dei licei di Gallipoli – offre ai lettori un ventaglio di notizie e strumenti per conoscere e comprendere i costumi di un pezzo di Terra d’Otranto (in particolare in merito a testamenti-lasciti-donazioni “pro anima” e non solo) ma ancor più il senso vero e profondo della vita (e della morte), spesso “segnato” dalla presenza della Chiesa e/o comunque dalla fede cristiana.

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Questo avviene con estrema chiarezza nel narrato dell’autore (e, direi, con naturale e matura consapevolezza interiore), seppure in “punta di piedi”, quasi a voler celare il “di più” ch’egli si ritrova ad offrire, perché rilevato (rivelato?) dalla lettura di documenti, saggi e “storie” ricchi oltremodo di idealità e visioni.

Una ricerca storica rigorosa Infine non si può disconoscere l’autorevolezza dell’opera in questione, perché: a) frutto di una ricerca storica rigorosa, corretta, corredata da puntuale documentazione, ordinata ed impaginata con maestrìa; b) ricca di richiami bibliografici oltremodo appropriati ed esplicativi (ed in questo – come nella cura delle appendici finali – è apprezzabilissimo l’aiuto fornito allo storico dal figlio Francesco… ad maiora!); c) scritta con linguaggio chiaro e semplice (per quanto la materia lo permetta…) sì che anche un lettore non addentro ai temi trattati possa comprenderli e ad essi appassionarsi; d) narra e da’ lettura di un periodo temporale assai ampio (dal 1099 al 1867), evidenziando quale frequenza e quanto peso e spessore abbiano avuto nel corso dei secoli gli “argomenti” e gli strumenti oggetto della ricerca. Insomma, un libro da leggere.

R. C.

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