Covid, pronte 150 Usca per seguire i 30 mila in isolamento. Oggi 16 contagiati su cento testati. Registrati 52 morti, uno di 46 anni nel Leccese

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Gallipoli – I numeri di quest’oggi parlano la lingua della normalità, tolti i picchi come quello di ieri col rapporto test effettuati e nuovi positivi al 25%. Oggi si è al 16%, con 1.567 casi su 9.770 esami col tampone. A Bari c’è il terzo degli infetti registrati, 200 nella Bat, 407 in provincia di Foggia (con qualche problema nel fine settimana di mancate comunicazioni di aggiornamento).

Anche nell’altra Puglia, quella del Sud, i conti tornano vicini a quelli di prima con 162 casi a Brindisi, 142 a Taranto e 109 a Lecce. Colpisce il numero dei deceduti arrivato a 52: 13 a Bari, 21 a Foggia, due nella Bat, nove a Taranto e quattro a Lecce. I ricoverati in terapia intensiva sono stati 14 per un totale di 205; gli ospedalizzati 1.485; i guariti 535 . 11.823 in tutto.

Da una Rsa di Bari 98 positivi

Il bollettino non può che far notare il focolaio in un’altra Residenza assistenziale di Bari con 98 positivi; le 34 imprese multate nel Tarantino per inosservanza delle regole anti Covid e 19 multe a Bari per assembramenti, come quello in un circolo ricreativo di Bari. Ad Acquaviva, uno dei centri più colpiti del Barese, si sono attivati i tamponi da fare senza scendere dall’auto, mentre i dipendenti dell’acciaieria di Taranto saranno testate gratuitamente nei prossimi giorni.

I due medici di 58 e 62 anni periti recentemente nel Foggiano hanno portato intanto a sei i sanitari deceduti causa Covid dall’inizio dell’epidemia; numerosissimi i contagiati anche nelle corsie ospedaliere. Morto anche un frate del convento di San Pio, aveva 82 anni; altri frati degli 11 casi sono in condizioni piuttosto gravi. Uno dei morti nel Leccese riguarda un uomo di 46 anni nel capoluogo. Alle scuole con problemi si aggiunge un asilo di Lecce per una addetta positiva.

Da assistere 30mila persone in isolamento

Insomma, si lavora per far diminuire l’estrema forza di diffusione dimostrata finora dal virus. Comprese le 150 Usca che la Regione annuncia di essere pronte a scendere in capo per seuire da vicino gli isolati in casa, diventati ormai oltre 30mila. Niente ospedalizzazione risultata non essenziale date le loro condizioni generali, ma le Unità speciali di continuità territoriale per le quali sono stati reclutati 700 medici.

In provincia di Lecce sono attivi da lunedì 23 novembre i primi 20 posti letto per post acuti Covid nell’ospedale “Antonio Galateo” di San Cesario. La struttura curerà i pazienti ancora positivi che hanno superato il periodo di acuzie e sono in via di miglioramento.

Strutture per i post acuti Covid

“Per poter rispondere efficacemente all’acuirsi dell’emergenza sanitaria e per supportare i reparti Covid di Pneumologia Dea-Fazzi, di Malattie infettive Fazzi e dell’ospedale di Galatina – si legge in una nota di oggi – l’Asl Lecce ha attivato il primo modulo per post acuti nel plesso di San Cesario che potrà accogliere fino a 60 posti letto complessivi”. I familiari dei pazienti ricoverati possono chiamare lo 0832 215464 (dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17) per la consegna di vestiario pulito e di effetti personali dei propri cari.

L’Asl con l’assessorato regionale sta anche pensando a quali centri affidare i vaccini a venire, tra i quali uno in particolare che  richiede celle frigorifere capaci di andare a -70 gradi. Tra le ipotesi ci sono Lecce e Tricase, ma si valuta anche l’affidamento dei vaccini ai venti centri di raccolta di plasma.

Troppi assembramento e Pronto soccorso affollati

Nell’oggi però c’è da fare un grande sforzo, tramite i medici di base soprattutto, a decongestionare i Pronto soccorso  in grande sofferenza per l’eccessivo afflusso di utenti, spesso animati solo da una semplice tosse e da qualche stranuto. “L’altro elemento preoccupante – ha dichiarato il direttore di Scuola di Medicina, Loreto Gesualdo – è quello degli assembramenti: troppa gente in giro, senza distanze né protezioni”.