Covid, la Puglia doppia l’Italia. Timida discesa nel Leccese ma i decessi non calano. Nella mappa dei paesi Matino al top, sopra la media Casarano e Maglie

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Gallipoli – La Puglia non esce dalla morsa del Covid: su 10.121 test effettuati 1.020 hanno rivelato una positività al virus, vale a dire 10 casi ogni cento persone, il doppio della media nazionale. La colonna dei decessi vede ancora la Puglia pagare un prezzo alto all’epidemia: 33, come ieri, registrati nelle ultime 24 ore, di cui 17 a Bari e tre a Lecce.

I ricoveri aumentano di 12 unità arrivando a sfiorare quota 1.600 (1.596 per l’esattezza). A guardare l’istogramma contenuto in questo articolo, si ricava l’impressione piuttosto netta che il contagio ha impiegato molto meno tempo a salire che a scendere: manca la spallata decisiva per rompere questo stallo che rischia di ripiombare la Regione Puglia in “arancione” in un quadro nazionale che non induce all’ottimismo soprattutto guardando all’indice R con T, cioè alla capacità di trasmissione di una malattia epidemica.

Da un paio di settimane tendenza positiva

A Lecce e la provincia una timida tendenza alla discesa la segnalano da almeno un paio di settimane. Lo certifica il rapporto settimanale dell’Asl Lecce (qui il report con tutti i comuni). Emergono altri 83 contagiati, che si aggiungono ai 72 di ieri ma complessivamente i numeri del Sud Salento – paese per paese – evidenziano più cali che incrementi di casi. Complessivamente si passa da 1.996 attualmente positivi a 1.878.

I paesi con infezioni zero sono Nociglia, Palmariggi, Patù, Bagnolo del Salento e Martignano. Dei centri più grossi Maglie è sopra la media provinciale scesa al 2.4 per mille abitanti: 35 casi e il 2,5. Gli fa compagnia Casarano con 67 casi e il 3,4. Nella media Tricase (28 casi e 1,6), Gallipoli (19 e 0,4); Nardò 47 e 1,5.

Positivi, i paesi con gli indici più alti

Il primato negativo ce l’ha Cannole con l’11.9, seguito da Matino (con 119 e il 10,6), Surano (14 e 7,5). Più distaccati, intorno al 5 per mille, Alliste 28 casi e il 4,2; Taurisano 60 e 5,1; Racale 61 e 5,0; Melissano 49 e 5,3; Cutrofiano 42, e 4,7; Presicce – Acquarica 41 e 4,47; Miggiano dove si è registrato il focolaio più recente in una Residenza per anziani, 15 e 4,4.

Poco sopra la media provinciale infine figurano Galatone 25 casi e 2,8; Spongano 13 e 3,5; Taviano 44 e 3,7; Poggiardo 20 e 3,4; Ruffano 44 e 2,6.

Deceduti in 33 in tre settimane

Il contributo dato da Lecce e provincia agli esiti infausti della malattia è stato di nove decessi che portano il totale a 233; due settimane fa era fermo a 209; il 22 gennaio a 200.

Si conferma, anzi aumenta di qualche decimo di punto, che il luogo con il più alto indice di trasmissione di contagi è l’ambito familiare: è accaduto così in 3.839 casi dei 5.370 esaminati. La percentuale è passata dal 70,9 al 71,5.Seguono i luoghi di lavoro (8,3), gli ambienti ospedalieri e ambulatoriali (6,3), Rsa (3,9). Scuole chiuse per contagi a Lecce (in via precauzionale una intera classe di un istituto superiore) e un asilo a Copertino.