Covid in Puglia, si passa al “giallo” ma Emiliano è pronto a nuove restrizioni: “Regione sempre ad alto rischio”

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Gallipoli – Una decisione attesa, ma che sembra contrastare con molti parametri, quella di classificare la Puglia come regione “gialla”.

La percentuale tra tamponi e positivi anche oggi resta alta, pari al 18,6% (ieri 15%), e si registrano 28 decessi causa Covid in tutta la regione, tre dei quali in provincia di Lecce.

Puglia “ad alto rischio”

Da domenica 6 dicembre vengono, comunque, meno alcune limitazioni anche se per l’Istituto superiore della sanità la Puglia resta sempre “ad alto rischio”.

Ne è consapevole lo stesso presidente Michele Emiliano: «Sicuramente è un segnale incoraggiante, ma questo non vuol dire affatto che il pericolo sia superato», spiega affermando poi che “questo significa che il nostro sistema sanitario ha retto l’ondata che nel solo mese di novembre ha portato a 35mila i nuovi contagi, quando in tutta la prima ondata erano stati poco più di 4mila».

Le nuove restrizioni

Emiliano spiega poi come la decisione di cambiare colore alla regione sia stata assunta dal Ministero della salute. «Non si tratta di una decisione discrezionale, ma dell’applicazione dei 21 criteri che vengono elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità. Se fosse stato per me e al mio istinto di protezione vi avrei chiusi tutti in casa, ma non sarebbe stata la mossa giusta. Stando chiusi in casa molti rischiano di fare la fame. Non siamo mai andati in zona rossa, è vero, ma i rischi sono ancora altissimi», spiega Emiliano il quale non esclude, infatti, nuovi provvedimenti restrittivi per le province di Foggia e della Bat, dove si registrano gli indici di contagio più alti, così come per l’area metropolitana di Bari e parte dell’area Murgiana.

«La classificazione come zona gialla della Puglia in base agli indicatori e agli algoritmi messi a punto dal Governo potrebbe non offrire sufficienti garanzie per la tenuta di alcuni territori», chiarisce Emiliano.

Cosa si può fare con la Puglia “gialla”

Con l’ordinanza firmata ieri dal ministro per la Salute, Roberto Speranza, da domani si potrà uscire dal proprio comune, ma resta il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5 (salvo le solite comprovate esigenze). Potranno riaprire le attività dei servizi di ristorazione ( bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) dalle ore 5 fino alle 18 ma la consumazione al tavolo sarà consentita per un massimo di quattro persone, salvo si tratti di conviventi. Resta, dunque, salvo il pranzo fuori casa anche a Natale e a Santo Stefano, giorni nei quali non ci si potrà però spostare dal comune di residenza. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio.

Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai clienti che risultano alloggiati (ma dalle ore 18 del 31 dicembre 2020 e fino alle 7 del primo gennaio 2021, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera).

Centri commerciali e scuole

Anche in zona gialla restano chiusi i centri commerciali nelle giornate festive e prefestive, ad accezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano al loro interno. Restano chiuse palestre e piscine, cinema e teatri, musei e mostre. Resta consentita l’attività sportiva all’aperta, ma sempre con il rispetto del distanziamento. Confermata per tutti la “raccomandazione” di evitare ogni incontri ed uscita che non siano necessari.

Per la scuola, infine, Emiliano ha rinnovato la sua precedente ordinanza e almeno sino al 7 gennaio nulla cambia: per elementari e medie le famiglie potranno continuare liberamente a scegliere tra lezioni in presenza e collegamenti a distanza mentre le superiori restano solo in “didattica a distanza”, con le sole eccezioni degli studenti con bisogni educativi speciali che ne fanno richiesta (eventualmente accompagnati da piccoli gruppi) e le attività laboratoriali.

Al rientro dalle vacanze di Natale qualcosa potrà cambiare: al momento l’ultimo Dpcm di Conte prevede il ritorno in classe per il 75% degli studenti. Resta il nodo legato ai trasporti: ai prefetti il compito di coordinare con le scuole e le aziende di trasporto un nuovo piano con orari adeguati e ingressi scaglionati.