“Covid in Finibus Terrae”, i 54 scatti di Toti Bello per raccontare (in bianco e nero) la pandemia

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Presicce-Acquarica – Cinquantaquattro scatti realizzati durante il periodo più buio e incerto del 2020: tra marzo e aprile quando tutto era chiuso, bloccato a causa di un nemico invisibile che ha cambiato per sempre la quotidianità. Toti Bello, giornalista fotografo freelance tra i più apprezzati e dinamici del Salento, ha impresso per sempre i momenti più tristi e stranianti della pandemia, e ora ne ha confezionato un libro, edito da Youcanprint e disponibile on line e in tutte le librerie. “Covid in Finibus Terrae” l’emblematico titolo scelto.

«All’improvviso la vita anche a Presicce-Acquarica è cambiata drasticamente. Dalla normalità – spiega Bello – siamo passati ad avere un paese vuoto, con file ai supermercati, mascherine, la percezione della paura e l’incertezza su quello che stava succedendo. Mentre i tg mostravano le immagini spettrali delle città del nord deserte, anche i piccoli centri hanno subito un forte trauma e ho nel mio piccolo, con modestia, ho voluto imprimere per sempre quello che è ormai un pezzo della nostra storia».

Gli scatti in bianco e nero

È stata una scelta ben precisa quella di voler fotografare la propria terra solo con il telefonino e non con la macchina professionale, per non essere ancora più invadente nel dolore: «Supermercati, benzinai, farmacie, mi sono soffermato sugli esercizi essenziali rimasti aperti. Molte foto sono scatti “rubati”. È stata una scelta precisa anche quella di farle in bianco e nero, lasciarle volutamente “grezze”, senza interventi di post produzione». L’idea di realizzare qualcosa di quelle foto è arrivata in estate, ma il libro è nato solo grazie all’incoraggiamento e all’aiuto di due amici, Pierangelo Tempesta e Francesco Durini.

«La foto a più impatto emotivo secondo me è quella di un funerale. La solitudine e il dolore di quel momento. Mentre scattavo – conclude il fotografo – nei mesi del lockdown, vedevo comunque la speranza di attenersi alle regole, alla convinzione che si sarebbe trattato solo di due mesi per poi tornare alla normalità. Speranza che adesso non vedo, le persone sono ormai stanche. Il mio libro è un augurio ad un futuro migliore”.

L’autore

Toti Bello, originario di Presicce, da circa 20 anni lavora per quotidiani locali e nazionali occupandosi prevalentemente di cronaca nera. Sin dagli anni ’90 si è interessato al tema dei migranti immortalando, in ogni suo aspetto, la realtà dei “viaggi della speranza” con alcuni reportage premiati anche a livello nazionale. Nel 2010 ha realizzato un reportage sugli alloggi popolari nel quartiere Zen a Palermo. Nel 2017 ha ottenuto il secondo posto al “premio letterario giornalistico fotografico Piersanti Mattarella”, con il reportage ispirato al lavoro dei migranti stagionali. Nello stesso anno il festival internazionale  “TransMéditerranée” in Francia ha ospitato i suoi scatti sul ritrovamento dei fusti tossici a Burgesi.