Covid ed economia nel bilancio 2020 di Coldiretti: c’è l’agricoltura che resiste alla crisi, ma il settore florovivaistico crolla

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Gallipoli – Malgrado la crisi economica accentuata dall’emergenza Covid, “l’agricoltura resta il settore più resiliente”. Lo dice il bilancio dell’annata agraria 2020 di Coldiretti Puglia che registra un calo dell’8% di Produzione lorda vendibile, ma un aumento delle esportazioni dei prodotti agricoli del 26,5% nei primi 6 mesi del 2020 rispetto all’anno precedente e una lieve crescita dell’occupazione. È però “crisi nera” per il settore floricolo, con perdite vicine al 100%.
Tutto questo in un anno “che poteva essere straordinario per quantità e qualità, ma sarà da dimenticare per le innumerevoli emergenze economiche e occupazionali scatenate da 10 mesi di pandemia”.

Un anno in emergenza

Savino Muraglia e i pacchi-aiuto di Coldiretti
«Stiamo vivendo una situazione emergenziale straordinaria sia sul fronte sanitario che economico con l’intera filiera alimentare impegnata in prima linea a garantire il cibo necessario alle famiglie pugliesi, uno sforzo importante anche di responsabilità che rende merito ad un sistema agricolo e agroalimentare evidentemente robusto che sta tenendo testa con fatica alla crisi», dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.
Nel dettaglio il settore ha perso oltre 300 milioni di euro di Produzione lorda vendibile con i pesanti crac dei settori agrituristico, floricolo e della pesca. Le imprese agricole attive in agricoltura iscritte alle Camere di Commercio in Puglia sono 77.158,  con un calo dello 0,3% rispetto a dicembre 2019, mentre gli occupati sono aumentati del 2,3%, con i lavoratori nelle campagne pugliesi che hanno fatto ricorso a 934.000 ore di Cassa integrazione in deroga, con una distribuzione delle indennità pari al 3,9% sul totale regionale. Crescono anche le esportazioni di alimentari e bevande del 7,9%.

Settore floricolo in crisi nera

Tra i dati altalenati dei vari settori emerge la durissima situazione del settore florovivaistico con il crollo degli ordini, il blocco totale dei mercati esteri ed internazionali con punte fino al 100% e milioni di fiori e piante rimasti invenduti. «Il settore florovivaistico – spiega il direttore regionale, Pietro Piccioni – sviluppa in Puglia una Produzione lorda vedibile di oltre 300 milioni di euro, con un risvolto occupazionale di oltre 2 milioni di giornate di lavoro. Il danno stimato ad oggi è di quasi 120 milioni di euro».
A soffrirne in Puglia sono i distretti di Taviano e Leverano, con le realtà produttive dei comuni di Alliste, Melissano, Racale, Ugento, Nardò, Porto Cesareo e pure Maglie, ed i centri del Barese con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo.

“Tengono” uva e grano

Per gli altri settori dati confortanti vengono dall’uva da tavola, grano e olivicoltura, “che ha recuperato terreno – spiega il presidente Muraglia – rispetto alla disastrosa annata scorsa”. Perdono terreno il latte, per il calo della produzione che gli allevatori si sono autoimposti nel primo lockdown e, oltre al Covid, il “clima pazzo” ha inciso negativamente sulle quantità prodotte di legumi, agrumi, uva da vino con un calo del 5%”.
Colpo durissimo da 60 milioni di euro di perdita di fatturato degli agriturismi a partire dall’8 marzo scorso – aggiunge Coldiretti Puglia – da quando è partita l’emergenza ed il lungo lockdown.

Crollo per il consumo fuori casa

La seconda ondata della pandemia ha causato il crollo delle attività di 20mila bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e 876 agriturismi in Puglia ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare, “con una perdita di fatturato di oltre 680 milioni di euro per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020, per cui è necessaria una robusta iniezione di liquidità per fare in modo che aziende agricole, stalle e frantoi, cantine e le marinerie possano sopravvivere alle crisi”.
Crisi nera per il consumo fuori casa, e ciò incide pesantemente su alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo per i quali la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Le marinerie

«La situazione delle marinerie in Puglia è molto grave per il crollo della domanda sui mercati italiani ed esteri a causa del Covid – ricorda Coldiretti Puglia – con l’azzeramento degli ordini, per la chiusura 7 giorni su 7 dei ristoranti. Vanno assolutamente aiutate a superare il momento di grande difficoltà con una perdita di valore di oltre 30 milioni di euro».
Coldiretti ricorda l’impegno nella campagna di mobilitazione #mangiaitaliano “per sostenere l’intero sistema agroalimentare nazionale che garantisce l’approvvigionamento alimentare alle famiglie pugliesi grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione di Campagna Amica che nel 2020 a causa dell’emergenza Covid è sostenuta anche dalle consegne a domicilio e dall’asporto”.