Covid e crisi economica: “L’agricoltura è il settore capace di resistere meglio”. Lo dicono i dati di Coldiretti Puglia

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Gallipoli – È l’agricoltura a dimostrarsi più “resiliente” alla crisi causata al Covid: lo dicono i dati forniti da Coldiretti Puglia fotografando un settore “in evidente difficoltà ma che sta resistendo meglio di altri all’emergenza Coronavirus che perdura da ormai quasi 9 mesi”. Si registra l’aumento delle esportazioni dei prodotti agricoli e della pesca del 26,5% nei primi 6 mesi del 2020 rispetto all’anno precedente e una lieve crescita dell’occupazione, “nonostante le prescrizioni per la sicurezza, i limiti alla movimentazione e i costi alle stelle per il welfare aziendale per le oltre 77mila imprese agricole che hanno bisogno di sostegno e liquidità per continuare a garantire le forniture alimentari alle famiglie pugliesi in piena pandemia”.
È quanto sostiene Coldiretti Puglia, sulla base dell’aggiornamento congiunturale di Bankitalia. «Stiamo vivendo una situazione emergenziale straordinaria sia sul fronte sanitario che economico, con l’intera filiera alimentare impegnata in prima linea a garantire il cibo necessario alle famiglie pugliesi, uno sforzo importante anche di responsabilità che rende merito ad un sistema agricolo e agroalimentare che sta tenendo testa con fatica alla crisi», dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Aumentano gli occupati

Savino Muraglia

Nel dettaglio, le imprese agricole attive in agricoltura in Puglia a settembre 2020 sono 77.158, con un lieve calo rispetto a dicembre 2019 dello 0,3%, mentre gli occupati sono aumentati del 2,3%, con i lavoratori nelle campagne pugliesi che hanno fatto ricorso a 934.000 ore di Cassa integrazione in deroga, con una distribuzione delle indennità pari al 3,9% sul totale regionale.

«A conferma della buona tenuta della filiera in Puglia – insiste Coldiretti Puglia – crescono anche le esportazioni di alimentari e bevande del 7,9%. La seconda ondata della pandemia ha causato il crollo delle attività di 20mila bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e 876 agriturismi in Puglia con un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare», denuncia Coldiretti. La perdita di fatturato ammonta ad oltre 680 milioni di euro per i mancati acquisti in cibi e bevande nel 2020, “per cui è necessaria una robusta iniziazione di liquidità per fare in modo che aziende agricole, stalle e frantoi, cantine e le marinerie possano sopravvivere alle crisi”.

Gli effetti delle chiusure anti-Covid

La drastica riduzione dell’attività imposta dai lockdown pesa, comunque, sulla vendita di molti prodotti agroalimentari: dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi, formaggi di alta qualità e olio extravergine, “che trovano nel consumo fuori casa – insiste il presidente Muraglia – un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.
Si punta sulle misure di aiuto economico, come quelle entrate nel disegno di legge di Bilancio 2021 che deve affrontare l’iter parlamentare: «È previsto – sottolinea la Coldiretti – l’esonero contributivo per 24 mesi a favore dei giovani under 40 anni che si iscrivono nel corso del 2021 per la prima volta nella gestione previdenziale agricola come coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Un altro intervento rilevante è la conferma anche per il 2021 dell’esonero Irpef dei redditi dominicale e agrario dichiarati da coltivatori diretti e Iap. Spazio poi  alle filiere con l’istituzione presso il Mipaaf di un Fondo con una dotazione di 150 milioni finalizzato al sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura».

Gli aiuti previsti

Per quanto riguarda la pesca viene riconosciuta per il 2021 l’indennità per il fermo obbligatorio e non obbligatorio. Prorogato anche – sottolinea Coldiretti Puglia –  il bonus verde relativo a interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi nonché di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Interessano il settore agricolo anche lo stanziamento aggiuntivo di 40 milioni per il “Fondo indigenti”, istituito presso Agea per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio nazionale.
Coinvolge infine l’imprenditoria femminile agricola il Fondo che conta su 20 milioni per il 2020 e per il 2021 che punta a promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile e massimizzare il contributo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.