Covid e assembramenti a Nardò: i giovani non rispettano le regole, forse non abbiamo saputo spiegarle

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Pantaleone Pagliula

Ho fatto un giro nel centro storico di Nardò e purtroppo ho visto, soprattutto da parte dei giovani, comportamenti assolutamente sconsiderati e irrispettosi di ogni minima forma di senso civico e di prudenza.

Ho anche assistito a un positivo intervento di una pattuglia della polizia locale in un assembramento di alcuni giovani persino a pochi metri dal portone del Palazzo di Città.

Viviamo una situazione che non stiamo riuscendo  a controllare e che ci sta sfuggendo di mano per la presenza nell’aria di un virus destinato a durare mesi, forse anni e purtroppo assistiamo nelle nostre piazze e strade ad assembramenti senza mascherine e al mancato rispetto delle regole di distanziamento.

Sarebbe facile condannare e sparare sentenze contro questi giovani ma dobbiamo pure chiederci se questi cittadini siano stati informati adeguatamente della realtà epidemiologica che stiamo vivendo e coinvolti con chiarezza e onestà nelle decisioni che vengono continuamente prese per cercare di arginare questa epidemia.

Se qualcosa è stato fatto non è stato sufficiente, non è stato fatto con una voce sola, e non hanno certamente aiutato le liti cui quotidianamente assistiamo in televisione e i titoli schizofrenici dei giornali che hanno più volte sbandato tra “catastrofismi” e “lasciare andare”.

Nel giro di pochi giorni, con una capriola completamente scollegata dall’epidemiologia, si passa dal dire che l’Italia è un paese sicuro e ha fatto meglio degli altri paesi alla supplica “per favore chiudete tutto” che ha contagiato sindaci, governatori e leader di partito.

I nostri rappresentanti sono abituati a non dover rendere conto di quello che hanno fatto il giorno prima, non capendo che durante una crisi sanitaria l’incoerenza vanifica la credibilità dei messaggi e può fare vittime.

Purtroppo stiamo verificando ogni giorno che non c’è una guida affidabile e noi cittadini abbiamo bisogno di punti di riferimento che non ci devono solo rassicurare ma che ci infondano coraggio, che ci spieghino l’origine e come si è diffusa la pandemia, come affrontarla e cosa possiamo fare per proteggerci.

I giovani rifiutano l’approccio paternalistico e vogliono essere trattati come adulti, non come bambini a cui nascondere le brutte notizie o a cui dire cosa devono fare senza spiegazioni. Servono pazienza e sobrietà per spiegare e motivare le ragioni di ogni decisione e di ogni sacrificio chiesto.

Se le persone non comprendono il perché di una scelta o l’importanza di un comportamento da seguire è più difficile che rispettino i divieti e seguano le indicazioni per proteggersi.

Se poi si vuole che i cittadini collaborino alla gestione dell’emergenza, facendosi trovare pronti a fronteggiare gli sviluppi dell’epidemia, occorre condividere con loro le informazioni su quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Finiamola con il navigare a vista inseguendo gli eventi e senza un piano strategico a medio e lungo termine. Spesso sento dire “è successo questo, ora siamo costretti a fare così”.

Vorrei invece sentire dire “potrebbe succedere questo, perciò abbiamo bisogno di agire in questo modo fin da adesso, per essere pronti anche nello scenario peggiore”.

Abbiamo tutti bisogno di un messaggio sincero, credibile, coerente e capace di anticipare gli eventi.

Questa pandemia sta tagliando le gambe soprattutto al futuro dei giovani che mai come adesso devono impegnarsi a studiare e a fare il loro dovere, ma che hanno pure il diritto di essere ascoltati e di costruire il proprio futuro.

Sono più che mai convinto che lo strumento fondamentale per combattere questa disgrazia sanitaria, sociale ed economica con cui siamo e saremo costretti a convivere è la appropriazione da parte di ognuno di noi della conoscenza di quello che sta avvenendo e la partecipazione consapevole di tutti al rispetto delle regole.

Al punto in cui siamo, ognuno deve fare il proprio dovere e non possiamo permetterci nessuna distrazione.

Pantaleone Pagliula – Nardò