Costa rocciosa a rischio frane: niente bagni. Quattro le località interdette dalla Capitaneria di porto

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Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – La costa rocciosa ionica non gode, in larga parte, di buona salute e la prospettiva è quella, drastica, di un’estate senza tuffi. Dalla Montagna spaccata sino al promontorio di Leuca sono tante le zone interdette dalle ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli dopo averne rilevato  il “potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Le valutazioni fatte partono dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) che classifica tali zone come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”. In queste aree la roccia appare particolarmente friabile a causa del fenomeno dell’erosione e per questo le falesie continuano inesorabilmente a sgretolarsi, mettendo a rischio l’incolumità dei frequentatori, prima di tutto dei bagnanti. Stesso provvedimento (ampiamente  disatteso) è stato adottato ( e più volte rimodulato) anche per il tratto urbano di costa rocciosa a Gallipoli.

Le zone “rosse” Nel territorio di Galatone i tratti interdetti alla balneazione, alla navigazione, alla pesca, all’ancoraggio ed a qualunque attività sportiva o subacquea sono quelli della Montagna spaccata e poco più a nord sempre lungo la litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno. Sono addirittura 12 le zone “rosse” nel territorio di Alliste mentre a Patù le tre aree sono a San Gregorio (anche nella nota baia) e Felloniche per un totale di circa un chilometro e mezzo. Gravi anche i provvedimenti adottati a Leuca a Punta Meliso (presso l’ex colonia), Ponte Benedetto XVI, Punta Ristola, Grotta tre porte – Grotta del fiume, località Marchiello, da Grotta del drago e località Ciardo. Spetterà ora ai Comuni interessati provvedere ad installare l’opportuna cartellonistica “monitoria”, redatta anche in più lingue, per far rispettare i divieti e per permettere l’esatta indicazione del pericolo esistente. In alcuni casi i provvedimenti adottati dalla Capitaneria di Porto ricalcano disposizioni già assunte nel recente passato, ma non è escluso che nelle prossime settimane altre località salentine possano subire lo stesso “trattamento”. Per evitare di compromettere del tutto la stagione turistica, i Comuni interessati potrebbero produrre una relazione tecnica che smussi la “severità” dei provvedimenti adottati: ma se Alliste ha già comunicato di aver dato incarico ad un geologo, altrove ciò non è ancora accaduto. E l’estate è ormai arrivata.