Corsano, Roma e l’Europa legate dallo studio di don Luca De Santis su don Luigi Sturzo. Presentazione alla Camera

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Don Luca De Santis

Corsano – Ha fatto tappa a Roma, giovedì 21 febbraio nella sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, il volume “Autonomismo e persona” con le riflessioni di don Luca De Santis ispirate a don Luigi Sturzo.  L’evento, organizzato da Antonio Pasca, presidente dell’associazione “La Piazza” di Taviano, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Patrick Valdrini, rettore emerito dell’Università Lateranense.

L’opera “Federalismo, autonomia e sociologia del soprannaturale nel pensiero di don Luigi Sturzo” è il sottotitolo del lavoro di don Luca De Santis, nato a Miggiano e parroco a Corsano, docente di dottrine sociali e politiche presso l’Istituto superiore di Scienze religiose “Don Tonino Bello” di Lecce. L’opera contiene riflessioni di stampo politico, sociale ed economico ispirate dalla figura di don Luigi Sturzo.

L’autore «La discussione del mio libro è divenuta un’occasione per riflettere e parlare all’interno di un luogo in cui la politica diventa carne e concretezza. Sono stati tanti i temi affrontati – dichiara l’autore – tra cui la questione legata al federalismo, così come inteso da don Luigi Sturzo che, talaltro, si differenzia totalmente dall’autonomia che in questi giorni è in discussione e che viene tanto esaltata».

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Il convegno Durante il convegno si è parlato di giovani e politica. «È importante – continua don Luca – educare i giovani ad una politica che non sia solo di pancia. Una politica che si regga sullo studio, la cultura e le opportunità, che ci permetta di conoscere le nostre radici nazionali ed europee per poi edificare programmi solidi per il futuro».

L’Europa Da Corsano a Roma, lo studioso  ha portato con sé il suo volume e la ricerca che parte da Don Sturzo e si proietta verso l’Europa. «È importante che si vada verso l’Unione degli Stati europei per costruire un’Europa che acquisti un’identità chiara dal punto di visto istituzionale e che parli con una sola voce. Un’Europa – conclude don Luca – che sia, come auspicato da Sturzo, l’Europa dei popoli cioè e che tenga conto delle tante differenze di cui essa stessa si compone senza perdere di vista l’importanza di essere una realtà unica».

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