Corsano, l’ultimo saluto a Luigi Russo, il “partigiano dell’ambiente”. I suoi compagni: “Non molleremo”

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Corsano – Partecipanti di tutte le età arrivati alla spicciolata davanti alla chiesa di San Biagio per aspettare il corteo che ha mosso i suoi passi dalla casa di via Friuli; “Bella ciao” cantata alla fine della cerimonia funebre di Luigi Russo; in mezzo un tumulto di ricordi, di battaglie, scontri e speranze.

Sui manifesti la parola “partigiano” rimbalza dedicata ad un “resistente” agli attacchi ritenuti tali e indirizzati verso il territorio, la sua salubrità, i suoi veleni che aprono la strada alle malattie più terribili. Come quella che, dopo un anno dall’insorgenza, si è impennata con esiti tragici negli ultimi giorni di vita di un attivista ambientalista di 59 anni, giornalista e sociologo nonché curatore della 3web tv l’emittente del Centro Salento volontariato, da lui stesso creato.

Le battaglie combattute

Ramoscelli di ulivo hanno fatto da corona ai candelabri della navata centrale, a simboleggiare non tanto le posizioni assunte sul dramma Xylella, quanto come simbolo di un terra che ha visto Russo a fianco di comitati come quello sulla Statale 275 o quello contro il gasdotto che viene dall’Asia e sbarca sulla costa di Melendugno o Sos Costa Salento. Oltre a curare in una radio di Tricase, Mondoradio Tutti frutti, programmi di approfondimento.

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Al di là della validità delle tesi sostenute, in tanti hanno sottolineato la sua passione e la piena sincerità del suo impegno tra la gente che oggi si dice “orfana di Luigi”. “Non se n’è andato, è solo andato più avanti”, ha detto tra l’altro, in una corposa omelia, il vescovo della diocesi Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli, spesso invitato a partecipare alla radio tricasina. “Lo guardavo con ammirazione mentre lo vedevo snocciolare i dati che aveva raccolto con le sue ricerche di carattere sociale”, ha detto il prelato, che lo ha definito “un audace combattente”.

“Si è immerso in oscuri labirinti”

Monsignor Angiuli ha attinto a diversi episodi non molto noti circa la frequentazione dello scomparso, addetto stampa della diocesi col vescovo Vito De Grisantis. “A me sembra che una delle più belle immagini del nostro fratello Luigi che dovremmo conservare nel cuore sia quella che lo vede tuffarsi nel mare anche durante la stagione invernale, inabissarsi nelle sue profondità, riemergere poi dalle onde e risalire a riva, per poi nuovamente tuffarsi nell’acqua salmastra”.

Questa immagine – ha rilevato il vescovo, che ha officiato con don Davide Russo, figlio di Luigi – è come un simbolo della sua vita: si è immerso nel flusso della storia, si è tuffato nella complessità dei problemi umani e sociali e si è inabissato negli oscuri labirinti delle questioni ambientali”.

“Luigi, non molleremo”

Al “partigiano dell’ambiente” che lasciava la chiesa, i suoi compagni di manifestazioni, presidi, convegni, marce hanno promesso: “Luigi, sei con noi, non molleremo”. Anche per loro resta “il fratello Luigi che ha stretto ai suoi fianchi “la cintura della verità, si è rivestito con la corazza della giustizia” ed ha tenuto accesa la fiaccola della fede”, per dirla con le parole conclusive del vescovo.

 

 

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