Coronavirus, numeri al minimo: dal 3 si circola. Proposta per la prevenzione: a Lecce 500 tamponi al giorno e laboratori nei Pronto soccorso

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Gallipoli – Zero decessi, cinque province su sei senza nuovi contagi che comunque sono stati otto (tutti nel Barese). Il bollettino di giornata dice anche che continuano a svuotarsi ospedali (sei dimessi), i domicili con isolati (-53), i positivi attuali (-61), mentre i guariti inseriscono nelle loro liste altri 69 malati.

Zero decessi anche in altre dieci regioni italiane, il che ha spinto  a favore della riapertura della circolazione dal 3 giugno tra tutte le regioni, comprese quelle – come la Lombardia e il Piemonte – che ancora registrano un alto numero di decessi e contagiati. Quest’ultimo elemento preoccupano non poco i governatori delle Regioni del Sud, Per la Puglia, viene meno la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi entra in questa regione ma resta l'”invito” all’autosegnalazione.

Quadro stabile e pensiero alla prevenzione

Se la seconda settimana della Fase due si apre con questo quadro davanti, c’è intanto chi pensa un po’ più in la. Dalla Cgil salentina viene la proposta alla Regione in chiave di prevenzione e gestione delle urgenze. Con sei tecnici da assumere, tra cui due biologi, il sindacato col segretario Valentina Fragassi e il responsabile della Funzione pubblica Floriano Polimeno, prefigura un sistema di monitoraggio e di interventi urgenti che coinvolge il Dea di Lecce ed i Pronto soccorso di Casarano, Scorrano, Gallipoli, Galatina e Copertino.

“In piena Fase 2, è difficile immaginare una campagna di prevenzione contro il Coronavirus, con tamponi a tappeto, se mancano macchinari e personale”, sostengono dalla Cgil in un documento inviato al Presidente e assessore alla Sanità Michele Emiliano e al direttore generale della Asl Rodolfo Rollo. I sei tecnici insieme ad altrettanti macchinari nel laboratori di analisi dell’Asl ed il rafforzamento del laboratorio di Biologia molecolare di Galatina possono potenziare l’attività di esame dei tamponi con due risultati: garantire finalmente normali condizioni di lavoro agli addetti e assicurare risultati in tempi adeguati ai cittadini che vi si sottopongono.

La situazione, fotografata dalla Cgil

Attualmente la prevenzione può contare sui laboratori di Biologia molecolare di Lecce e Galatina, oltre che sul presidio di Tricase (nosocomio non gestito dalla Asl). Al “Fazzi” di Lecce sono impiegati 6 biologi e 6 tecnici, che coprono con un solo macchinario (capace di elaborare i risultati di 30 tamponi in 3 ore) l’intera giornata con tre turni, quindi con una potenzialità di sviluppare circa 240 tamponi al giorno.

Al “Santa Caterina Novella” di Galatina invece operano, su due soli turni (quindi 12 ore al giorno), due biologi e due tecnici: a loro disposizione un solo macchinario capace di fornire risultati su 40 tamponi in quattro ore (potenzialmente 120 al giorno). Qui, da quando è cominciata l’emergenza Covid-19, tutto il personale è impegnato ininterrottamente per 12 ore al giorno, con una breve pausa pranzo: un carico di lavoro che stressa i lavoratori, ormai al limite del burn-out. “Spiace constatare come  la Asl sia rimasta finora sorda alle richieste degli operatori, dei responsabili del servizio e dei sindacati”, lamentano i due sindacalisti.

Obiettivo: 500 tamponi al giorno

“Per predisporre una campagna di tamponi a tappeto credibile, in provincia di Lecce serve un piano per raddoppiare la capacità di Galatina, in modo da operare anche lì 24 ore su 24”, dicono Fragassi e Polimeno. “Per riuscirci è necessaria l’assunzione di almeno altri 2 biologi e di 4 tecnici. In questo modo sarebbe possibile viaggiare ad una media di circa 500 tamponi al giorno tra Lecce e Galatina, a cui si sommerebbero poi i tamponi realizzati a Tricase”.

Un aspetto da mettere in rilievo secondo il sindacato provinciale, riguarda la gestione di casi critici nei Pronto soccorso. L’’intera rete delle emergenze-urgenze della Asl può contare su un solo macchinario posizionato al “Fazzi”, che può ottenere il risultato di 2 tamponi in 50 minuti. Qui vengono convogliati però anche i tamponi provenienti dai Pronto soccorso di Casarano, Scorrano, Galatina, Gallipoli, Copertino e dal Dea di Lecce. L’effetto imbuto è così quotidiano.

Risposte ai pazienti in tempi celeri 

Per la Cgil questo nuovo sistema di prevenzione consentirebbe di gestire il paziente dei Pronto soccorso in tempi rapidi. Macchinari poco costosi, assicurano alla Cgil: resterebbe da preparare adeguatamente i tecnici. Si vedrà cosa ne pensano in Regione, dove per la verità sembrano perseguire un’altra strada: convenzioni con laboratori privati per processare i tamponi.