Coronavirus e fede: San Rocco fuori dalla sua teca a Torrepaduli, mai accaduto finora prima della festa del 15 agosto

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Torrepaduli (Ruffano) – Non era mai accaduto finora che la statua di San Rocco (nella foto) nel santuario di Torrepaduli fosse esposta fuori dalla sua teca prima della festa del 15 agosto. Accade in questi giorni nei quali il santo taumaturgo francese, da sempre invocato come protettore contro il flagello della peste, diviene punto di riferimento dei fedeli che cercano conforto davanti al rischio del contagio da Coronavirus.

Dal santuario della frazione di Ruffano, ogni giorno alle 17.30 è il rettore, don Gino Morciano a celebrare la messa, ovviamente senza fedeli nel rispetto delle ultime disposizioni, che può essere seguita in diretta Facebook sulla pagina Santuario San Rocco di Torrepaduli.

Le altre invocazioni

La statua di San Rocco è stata esposta nei giorni scorsi anche sull’ingresso della chiesa di San Sebastiano a Galatone, su iniziativa della confraternita Pio Monte del Purgatorio, San Giovanni Battista e San Pietro Apostolo, mentre all’ingresso del centro storico di Gallipoli è apparsa l’effigie della protettrice Santa Cristina, alla quale il Comitato festa ha affidato la protezione della città, rievocando la liberazione dalla peste del 1867.

Quest’oggi a Parabita ad organizzare un momento di raccoglimento e preghiera nella basilica della Coltura, trasmesso su Facebook, è stato il rettore padre Francesco Marino. Sempre a Parabita il simulacro di Sa Rocco, compatrono della città, è stato esposto nella chiesa matrice.

A Casarano è la confraternita dedicata a San Giovanni elemosiniere ad invocare l’intercessione del patrono invitando i fedeli ad esporre, come tradizione, i “panitteddri” di San Giovanni contro le calamità: “Azzate San Giuvanni e nu durmire, ca sta bbisciu nu triste maletempu” è l’invocazione cara a molti casaranesi.