Coronavirus: è emergenza economica per molte famiglie. Caritas diocesane in prima fila

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Gallipoli – Nei Centri Caritas delle diocesi del Sud Salento sono in forte aumento, a causa  dell’emergenza sanitaria in atto, le richieste di aiuto da parte di famiglie in difficoltà, che si aggiungono agli assistiti di sempre, tra cui persone sole, malati bisognosi di medicinali e di assistenza medica, e anziani.

Diocesi Nardò-Gallipoli

Il vescovo Fernando Filograna e don Giuseppe Venneri

La mensa della Caritas della diocesi di Nardò-Gallipoli (direttore don Giuseppe Venneri) dai circa 120 pasti giornalieri in quest’ultimo periodo ha raggiunto quota 200, dovendo assicurare anche il  fabbisogno della mensa di Gallipoli temporaneamente chiusa . Considerevole l’incremento delle richieste di auto, specie dalle famiglie messe in ginocchio dalla pandemia. Facendo appello alla solidarietà, è stata lanciata la campagna “La carità non si ferma #aiutaciAdesso”, con cui ci si appella alla fede dei credenti e a tutti gli uomini di buona volontà per poter assicurare la prosecuzione del servizio mensa e la conseguente consegna dei pasti a domicilio, la distribuzione di viveri e generi di prima necessità, e anche il sostegno al reddito (Iban: IT45A0335901600100000131858). Altra iniziativa, sempre a cura della Caritas diocesana, è il numero verde 800 456210 “Cuori in ascolto”, per richiedere sostegno al reddito, conforto spirituale o anche semplice supporto psicologico.

L’Arcidiocesi di Otranto

Don Maurizio Tarantino

«In poco meno di un mese le richieste di aiuto sono aumentate a dismisura, gli ospiti della mensa di Galatina sono più che raddoppiati, così come gli assistiti nei Centri di distribuzione di Maglie e Poggiardo», fa sapere don Maurizio Tarantino, direttore Caritas dell’Arcidiocesi di Otranto. Anche qui le nuove criticità si aggiungono a quelle di sempre.

L’arcidiocesi ha pure attivato il numero telefonico 377/3836152 (“iocentroinascolto” si chiama il servizio) per offrire un supporto psicologico specie alle persone sole e spaurite dal mostro invisibile del coronavirus: «Le telefonate arrivano – prosegue Tarantino-  ma il più delle volte sono persone che non hanno nulla da mangiare e chiedono aiuti materiali e concreti. Con i miei collaboratori stiamo studiando altre iniziative coinvolgendo pure le 80 parrocchie e confidando nella generosità dei fedeli».

Diocesi Ugento-S. Maria di Leuca

don Lucio Ciardo

Anche don Lucio Ciardo (di Tiggiano), direttore diocesano della Caritas di Ugento-Santa Maria di Leuca, registra una crescita “esponenziale” delle richieste di aiuto: sono alla fine le scorte alimentari del “Banco delle opere di carità” di Alessano, che prima della crisi riuscivano a soddisfare, senza grossi problemi, i bisogni di 23.000 persone (a livello provinciale). Cominciano a scarseggiare pure le risorse per i 5.000 assistiti della diocesi. In questo periodo di crisi si sono aggiunti, poi, alle famiglie in difficoltà, anche nuove forme di povertà: «Sono gli oltre 40 immigrati, che hanno perduto quel poco lavoro che c’era ancora in giro, e ora non hanno di che vivere, e poi ci sono anche le prostitute che a maggior ragione non possono essere abbandonate proprio adesso al loro destino», dice don Lucio.

La “spesa sospesa”

Il prossimo 4 aprile partirà in tutte le 43 parrocchie dei 17 comuni della diocesi la campagna “spesa sospesa” con l’invito ad acquistare buoni spesa da 2 o 5 euro presso i vari supermercati della zona, che le diverse Caritas parrocchiali distribuiranno poi a seconda delle necessità delle famiglie: «Abbiamo inaugurato un nuovo  modello di Chiesa “educante”: se da una parte abbiamo il dovere di prestare assistenza al fratello nel bisogno, dall’altra insegniamo ai nostri fedeli l’esercizio della carità», conclude don Lucio.