Coronavirus alle corde: altra giornata intorno al 3% di nuovi contagi. Brindisi scavalca Lecce per numero di contagiati. Sollievo nei reparti, semivuoti

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Lecce – Ancora giù: è al 3,8% del totale dei test effettuati nelle 24 ore il tasso di positività al Coronavirus Covid-19 in Puglia. Se si pensa che l’1 aprile scorso era a due cifre – 12,6% – si può intravvedere quanta strada è stata fatta e quanto importante sia stata la quarantena generalizzata.

Altro dato pugliese: per numero di contagiati la provincia di Lecce (802mila abitanti) è adesso al quarto posto scavalcata dalla provincia di Brindisi (401mila abitanti circa): 443 a 458. Nell’arco di un giorno, si sono contati 9 casi nel Leccese e 19 nel Brindisino.

Due decessi nel Leccese

– tamponi esaminati anche quest’oggi sono stati oltre 2mila, esattamente 2.145, con 82 risultati positivi. Di questi ultimi, detto di Lecce e Brindisi, Foggia e Bari guidano la poco invidiabile graduatoria. I decessi sono ancora sette: due nel Leccese, uno ciascuno nelle altre province.

La tendenza insomma ormai è innegabile, pur condita con tanta prudenza, relativa soprattutto al modo migliore di aprire e condurre la seconda fase, senza fughe in avanti e soprattutto prestando orecchio alla task force regionale che con la giunta pugliese ha condotto finora le operazioni. “Una ricaduta per fretta o incoscienza sarebbe micidiale per gli effetti sociali ed economici”, ripetono da Bari.

Cosa è cambiato dall’1 aprile ad oggi

Guardando la fotografia scattata l’1 aprile scorso, le persone malate erano 1.946, oggi sono 3.409. La provincia di Lecce passa da 321 a 443; quella di Bari da 655 a 1.035; Foggia da 490 a 822; la Bat da 116 a 335.; quella di Taranto da 148 a 239.

Gli operatori salentini condividono un clima di soddisfazione, sia pure cauta, davanti ad una Terapia intensiva del Dea (Dipartimento emergenza accettazione di Lecce) con pazienti che si contano sulle dita di una sola mano o di un Pronto soccorso che in uno degli ultimi giorni ha chiuso con zero ricoveri da Covid.

Aumentano i posti vuoti negli ospedali 

Altro segnale straordinario di mancanza di ospiti la restituzione  dell’ospedale San Giuseppe da Copertino alla sua precedente funzione di nosocomio di base, essendo venuta meno la programmazione che ne faceva un centro post acuzie collegato all’ospedale di Lecce.

Del resto, anche gli altri indicatori danno coraggio a chi ha lavorato senza orari, turni su turni, talvolta in condizioni non del tutto di sicurezza. Stabili i ricoveri a 594 (solo quattro degenti in più); calano di due in Terapia intensiva (60); gli isolati in casa salgono ancora a 2.094 (con l’aggiunta ultima di 38 persone). Sollievo e gioia per altri 37 guariti (sono adesso 401). Si muove purtroppo anche il numero dei decessi (7 in più e 314 in totale).

Si avvicina la fase delle cure (e dei controlli) in casa

Con l’avvio delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) annunciate dalla Regione a partire dal prossimo 24 aprile, il controllo e il tempestivo divampare di altri focolai, passa ad una schiera composta da 400 medici, con una folta partecipazione dei medici di base. Garantiti i dispositivi di protezione individuale, dovendo avere a che fare con malati di Coronavirus e comunque persone risultate positive.

Per i primi 15 giorni di attività sul campo sono stati messi da parte 9.600 kit completi, dai aschi alle visiere, dalle tute ai calzari e così via. Va detto che anche il sindacato dei medici Fimmg ha avviato una sua Unità speciale nei giorni scorsi. Insomma, “si passa dagli ospedali e dalle Rsa al territorio, con un “gruppo d’assalto”, come sollecitato peraltro dallo stesso Ordine dei medici della provincia di Lecce che aveva presentato in Regione un proprio protocollo operativo.